24 novembre, assemblee unitarie in tutta Italia per l’Università pubblica

By 24 novembre 2017Università

Oggi negli atenei di tutta Italia si svolgeranno le assemblee “Per il riscatto dell’Università pubblica”. In questa giornata di mobilitazione che ci vede coinvolti insieme a tutta la comunità accademica, abbiamo ancora una volta voluto segnalare la condizione di sottofinanziamento dell’Università, come già fatto il 17 novembre, quando siamo scesi nelle piazze in mutande per dimostrare le difficoltà economiche di studenti e famiglie per il sostenimento degli studi. Oggi abbiamo portato le mutande, simbolo della nostra protesta, nelle università, appendendole a dei fili negli ingressi degli atenei.

Dichiara Elisa Marchetti, coordinatrice nazionale dell’Unione degli Universitari: “Questa mattina abbiamo voluto lanciare la mobilitazione negli atenei con un’azione simbolica: abbiamo appeso a un filo delle mutande con i dati disastrosi che caratterizzano la condizione studentesca e del sistema universitario del nostro paese. Oggi infatti si tiene una tappa importante per la mobilitazione del mondo dell’università. Le assemblee unitarie di oggi assieme ai docenti, ai ricercatori, ai dottorandi e al personale dell’università non sono le prime e non saranno le ultime che si svolgeranno. Lo spirito di questa iniziativa è stato ci promosso e condiviso dall’UDU fin dall’inizio, per superare modalità di protesta che rischiano di mettere le componenti universitarie in contrapposizione tra loro e per dare maggiore forza alle rivendicazioni comuni.”

Prosegue la coordinatrice nazionale dell’UDU: “Ieri il MIUR e la Corte dei Conti hanno presentato il referto sul sistema universitario italiano. Due sono i punti principali che la CdC mette ancora una volta in luce: la vergogna degli studenti idonei alla borsa di studio che non la ricevono per mancanza di fondi e l’insensato meccanismo premiale del Fondo di Finanziamento Ordinario rispetto al quale la Corte fa propria la nostra storica battaglia: la quota premiale dovrebbe essere aggiuntiva e non dovrebbe quindi sottrarre risorse a una quota base fissa che garantisca il buon funzionamento di tutti gli atenei.  Il documento non fa che confermare la necessità e l’urgenza delle rivendicazioni che da molti anni portiamo avanti e che oggi ribadiremo nelle 15 assemblee con cui saremo presenti negli atenei.”

Conclude Elisa Marchetti: “Le università sono in rosso, e con esse lo sono anche gli studenti. Con le assemblee di oggi continuiamo convintamente la mobilitazione!”