NO AD UN’ITALIA SPACCATA, FERMIAMO SUBITO L’AUTONOMIA DIFFERENZIATA

By 14 febbraio 2019 Sociale, Università

FERMIAMO SUBITO L’AUTONOMIA DIFFERENZIATA

In questi mesi è stata oggetto di discussione la legge in materia di autonomia differenziata riguardante le regioni Veneto, Lombardia e Emilia Romagna, che avrebbe dovuto avere il suo culmine il 15 febbraio con la sottoscrizione dell’intesa tra governo e regioni che, invece, è stata ulteriormente rimandata.

 

Dichiara Enrico Gulluni coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari: “Tutto ha inizio con il referendum consultivo farsa del 22 ottobre 2017 in tema di autonomia delle regioni Lombardia e Veneto: una consultazione ingannevole, unicamente finalizzata a creare consenso popolare a fini elettorali, che è costata ai cittadini ben 50 milioni in Lombardia e 14 milioni in Veneto, contro gli 0 zero euro spesi, invece, dall’Emilia Romagna che, al pari delle altre due regioni, sta partecipando alla negoziazione con il governo. L’intesa Governo-Regioni era prevista per il 15 febbraio 2018 – prosegue Gulluni – ma slitterà ancora una volta. In tutto questo si sta completamente evitando il coinvolgimento del Parlamento, che deve invece necessariamente essere ascoltato e deve poter discutere l’eventuale intesa, potendola modificare se necessario. La Costituzione prevede molto chiaramente, infatti, che le ulteriori forme di autonomia siano attribuite alle regioni tramite legge dello Stato e che “La legge è approvata dalle Camere a maggioranza assoluta dei componenti, sulla base di intesa fra lo Stato e la Regione interessata”. Nessun automatismo, dunque, come certe dichiarazioni in questi giorni fanno intendere: ciascun intesa governo-regione dovrà poi passare all’esame del Parlamento che è pienamente sovrano”

 

“Il tema dell’autonomia è molto delicato ed è sbagliato affrontarlo soltanto dal punto di vista delle risorse che, secondo alcuni, andrebbero date alle regioni “virtuose” – spiega Giammarco Manfreda, coordinatore nazionale della Rete degli Studenti Medi – Come se la buona amministrazione fosse un merito e non un dovere! Come se qualcuno meritasse un premio, quando il punto non è stilare classifiche ma garantire diritti uniformi sul territorio nazionale.  Operare in questo modo, senza una armonizzazione a livello nazionale, evidenziando le differenze in termini di risorse economiche e sociali a seconda della Regione di cui si discute, significa trattare diversamente individui dalle stesse caratteristiche soggettive, tutto questo solo perchè abitano in luoghi diversi. Nasce così il principio per cui esistono italiani di serie A e italiani di serie B, e questo in una Italia che già oggi presenta notevoli divisioni tra Nord e Sud, non è un divario che possiamo accentuare.”

 

Continua Enrico Gulluni: “La stessa Costituzione, dopo la riforma del titolo V, chiarisce che non possono essere attribuite ulteriori forme e particolari condizioni di autonomia alle Regioni che le richiedono, se prima non vengono individuati e concretamente garantiti i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) ed i Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) su tutto il territorio nazionale. Per questo è inconcepibile, ad oggi, anche solo ipotizzare una qualsiasi forma di autonomia differenziata. In un Paese che vede già pesanti divisioni al suo interno, specie in tema di scuola, università e più nello specifico in tema di diritto allo studio che ancora non ha superato la figura degli idonei non beneficiari e che si riconferma una vergogna tutta italiana, parlare di autonomia differenziata oggi significa solamente mettere in pericolo il principio di unità e coesione nazionale. Il Governo si preoccupi, invece, di risolvere una volta per tutte i problemi del Mezzogiorno e di ridefinire i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) ed i Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) per evitare seriamente divisioni economiche e sociali.”

“É ora di smetterla con questa campagna elettorale permanente sulla pelle dei cittadini – concludono Gulluni e Manfreda – Il Governo e i principali attori di questa roulette russa sull’autonomia la smettano di mascherarsi dietro le fasulle promesse di trattenimento del residuo fiscale! Farebbero più bella figura ad occuparsi una volta per tutte dei problemi seri ancora irrisolti nell’interesse di tutto il Paese e non unicamente di partito.”