Aumentano i posti per l’area medica, ma ancora non basta: Sbloccare gli imbuti formativi.

Aumentano i posti per l’area medica, ma ancora non basta: Sbloccare gli imbuti formativi.

E’ con una nota stampa di ieri Mercoledì 6 Giugno che il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca rende noto che il Ministro Marco Bussetti ha firmato oggi i decreti che stabiliscono il numero di posti che saranno banditi per i test d’ingresso ai corsi di laurea a numero programmato nazionale per l’anno accademico 2019/2020.

Quelli per Medicina e Chirurgia sono 11.568 (erano 9.779 lo scorso anno) e quelli per Odontoiatria sono 1.133 (erano 1.096), dichiara Enrico Gulluni, coordinatore dell’Unione degli Universitari:” Questo aumento dei posti, che avviene in un momento in cui emerge lo stato di crisi del Sistema Sanitario Nazionale, non fa altro che testimoniare cioè ormai diciamo da tanti anni, ovvero il fallimento della programmazione degli accessi nell’area medica, che complici anni di sotto finanziamento della Sanità Pubblica, hanno portato allo stato di profonda emergenza in cui ci troviamo oggi.”

Continua Gulluni:” Alla luce di questo rimaniamo molto sorpresi dalle dichiarazioni del Ministro Bussetti, dove sottolinea che questo Governo sta mantenendo le promesse fatte, portando avanti un’azione strategica, sia nell’interesse dei nostri giovani che del Paese, e crediamo fortemente che sia arrivato il momento di smascherare l’atteggiamento che questo governo continua a mantenere, creando attraverso piccoli contentini l’illusione di reali possibilità di cambiamento e di rilancio del Nostro Paese”

Continua ancora Gulluni:” Noi al contrario crediamo che sia necessaria una seria inversione di rotta e chiediamo che si riparta dal rifinanziamento della Sanità Pubblica e dall’elaborazione di un piano strategico che metta al centro la formazione dei giovani medici. Serve un’azione concreta di revisione degli accessi capace di risolvere immediatamente l’imbuto formativo delle Scuole di Specializzazione dell’Area Medica, adeguando il numero di posti e le Borse al numero di laureati dell’area medica dell’anno precedente. Occorre che si ritorni a finanziare l’Università e la ricerca, così da poter ampliare il numero di studenti e da innalzare la qualità della didattica degli Atenei, così da poter mettere in campo un modello di progressiva apertura dei corsi di laurea di Area medica così poter garantire alla fine del percorso di formazione dei futuri giovani medici un numero maggiore di ingressi nel Sistema Sanitario Nazionale, che deve obbligatoriamente essere potenziato ed ampliato.”

 

Conclude Gulluni:” E’ arrivato il momento di smetterla con slogan ed interventi tappa buchi, si ritorni a finanziare la Sanità e l’Istruzione cosicchè possano crescere di pari passo e affinchè questa crescita sia realmente in grado di garantire il Diritto allo Studio ed il Diritto alla Salute a tutti cittadini di tutte le aree del Paese in egual misura.”