7 ottobre: l’UDU aderisce alla mobilitazione nazionale sulla scuola. È necessario battersi per i diritti di una generazione di studenti precaria

By 5 ottobre 2016Università

7ottobre_rete_uduVenerdì 7 ottobre in occasione della prima grande mobilitazione dell’anno del mondo della scuola anche l’Unione degli Universitari scenderà in piazza al fianco della Rete degli Studenti Medi per contrastare le politiche di questo governo sull’intero mondo dell’istruzione.

Dichiara Elisa Marchetti, coordinatrice nazionale dell’Unione degli Universitari: “Saremo al fianco della Rete degli Studenti Medi per ribadire la necessità di un sistema di istruzione inclusivo, che sia in grado di essere vero motore di sviluppo e ascensore sociale. E’ necessario ribadirlo soprattutto ora: negli ultimi anni i provvedimenti che hanno riguardato tanto la scuola quanto l’università non sono andati in questa direzione. Soprattutto nell’ultimo anno, il Governo ha impostato la propria politica sull’istruzione basandola su interventi del tutto sporadici e sconnessi, che hanno avuto il sapore di “mance”. Rispetto alle indiscrezioni sulla prossima legge di stabilità, gli stessi esponenti del governo hanno rilasciato importanti dichiarazioni e si sono presi degli impegni, come quello di eliminare la figura dell’idoneo non beneficiario e di creare una no tax area per le tasse universitarie uniforme sul territorio nazionale. Bene, queste occasioni non possono essere sprecate, e chiediamo che si intervenga strutturalmente, e che soprattutto si parta dal confronto con tutte le parti coinvolte, noi studenti in primis”.

Conclude Marchetti: “Nelle nostre città e nel nostro Paese le disuguaglianze stanno aumentando. Noi studenti siamo tra le categorie che più stanno subendo questa situazione: siamo una generazione precaria sotto ogni punto di vista. Per questo venerdì 7 ottobre saremo in tutte le città d’Italia al fianco della Rete degli Studenti Medi. Saremo parte di questa mobilitazione, non soltanto perché vogliamo risposte concrete alle tante emergenze che attanagliano il diritto allo studio italiano, ma anche perché vogliamo essere protagonisti di un paese che sia in grado di ascoltarci e di confrontarsi con le nostre idee su formazione, europa, accesso al mondo del lavoro, inclusione e tanto altro ancora. Non smetteremo mai di gridare la nostra volontà di costruire, mattone dopo mattone, un futuro in cui la conoscenza sia al centro delle politiche del nostro Paese.”