A Padova abbiamo consegnato una lettera al Ministro Orlando per dirgli no a una riforma elitaria di Giurisprudenza. Vogliamo essere protagonisti

By 27 novembre 2015Università

IMG_8857.JPGOggi il Ministro della Giustizia On. Andrea Orlando è intervenuto ad un convegno a Padova dal titolo “Magistratura, forze dell’ordine e partiti politici di fronte al terrorismo europeo”: al centro del dibattito il terrorismo italiano nel contesto europeo, le sue basi ideologiche, l’evoluzione, la risposta politica e giudiziaria. Sono intervenuti anche i magistrati Armando Spataro, Carmelo Ruberto, Pietro Calogero e Giovanni Tamburino. È stata per noi l’occasione per consegnare al Ministro una lettera.

Anna Azzalin, senatrice accademica di Studenti Per UDU Padova, dichiara: “Abbiamo voluto consegnare al Ministro Orlando una lettera all’interno della quale sottolineiamo tutto il nostro disappunto su come si sta portando avanti la riforma del corso di laurea di Giurisprudenza: sono stati coinvolti tutti, tranne coloro che vivono quotidianamente il mondo accademico, ossia gli studenti. Non chiediamo nulla di straordinario, solo di essere coinvolti maggiormente: siamo coscienti che l’attuale ordinamento vada completamente rivisto; per questo, siamo aperti ad un dialogo che sia inclusivo e costruttivo, ma bisogna essere coscienti che non esiste nessuna riforma senza gli studenti.”

Conclude Jacopo Dionisio, coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari: “Il Ministro il mese scorso, proprio qui a Padova, aveva aperto ad una riforma che, oltre a prevedere la possibilità di anticipare un semestre del praticantato forense solo per pochissimi studenti, andasse nella direzione già tracciata per Medicina: il numero chiuso. Noi da sempre ci siamo battuti per un’università che sia libera ed accessibile a tutti, per questo ribadiamo con forza la nostra profonda contrarietà ad una riforma che preveda nuovi test all’ingresso: vogliamo il libero accesso, vogliamo una riforma di giurisprudenza che ci veda protagonisti, vogliamo un praticantato aperto, compatibile con il percorso di studio e che preveda tutele e garanzie per gli studenti.

 

ECCO IL TESTO DELLA LETTERA:

On. Ministro Andrea Orlando,

 

Da molti mesi, ormai, è sempre più al centro del dibattito accademico l’intenzione di riformare il Corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza; riforma, questa, intenzionata a unire una revisione sia del piano di studi che del praticantato forense prevedendo, per quest’ultimo, la possibilità di anticiparlo di massimo sei mesi.

Numerose sono state le istituzioni e le organizzazioni che hanno espresso le proprie valutazioni di merito, primo fra tutti il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, seguito dal Consiglio Universitario Nazionale, la Conferenza dei Presidi e Direttori di Dipartimento, la Conferenza delle Associazioni Scientifiche di Area Giuridica, il Coordinamento Civilisti e, non da ultima, anche l’Unione degli Universitari.

Durante il 23° Congresso dell’Associazione Italiana Giovani Avvocati, svoltosi a ottobre 2015 proprio qui a Padova, Lei, On. Ministro, è intervenuto facendo luce sul fenomeno di crescita esponenziale del numero di avvocati in Italia negli ultimi anni. Ha inoltre condiviso l’intenzione di limitare l’accesso alla professione legale ricalcando, in un certo qual modo, la strada già intrapresa a suo tempo per le ormai ex facoltà di Medicina e Chirurgia.

Ad oggi i numeri diffusi dal MIUR disegnano però una realtà preoccupante: il numero sia degli immatricolati che degli iscritti al Corso di Laurea Magistrale ha subito un corposo calo.

Fatte queste premesse torniamo a sottolineare come, ancora una volta, siano rimasti inascoltati ed esclusi da ogni tavolo di confronto e di elaborazione proprio i futuri e primi destinatari di questa possibile riforma: gli studenti.

Troppo spesso negli anni si è privilegiato l’ascolto di interessi particolari a discapito della collettività, approvando riforme che hanno manifestato, successivamente, le proprie lacune. L’esempio più concreto e già citato è proprio il Corso di Laurea Magistrale a ciclo unico di Medicina e Chirurgia, il cui test d’ingresso ha danneggiato negli anni tantissimi studenti, facendo svanire i loro sogni ed ostacolando il loro diritto allo studio.

L’Unione degli Universitari da oltre vent’anni si spende quotidianamente per un’Università realmente pubblica ed accessibile a tutti; i ricorsi degli ultimi anni hanno dimostrato come fosse sbagliato l’attuale sistema. L’idea di esportarlo ad altri corsi di laurea, seppur con declinazioni e forme diverse, sarebbe un gesto scellerato ed irresponsabile.

Crediamo che le numerose difficoltà che presenta l’attuale Corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza non possano essere risolte dando unicamente ascolto agli interessi particolari degli Ordini professionali. È necessario, piuttosto, coinvolgere ed ascoltare anche le posizioni di chi il Corso lo vive quotidianamente, ovvero i docenti e gli studenti.

Proprio su questo in data 16 ottobre 2015 avevamo presentato un’interrogazione in Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari indirizzata al On. Ministro Prof.ssa Stefania Giannini. In quell’occasione chiedevamo tempistiche certe in merito alla revisione dell’ordinamento e di chiarire il percorso per l’anticipo del praticantato forense alla luce della nuova riforma; l’intenzione era, in particolare, quella di capire se il Governo volesse far procedere unitamente o parallelamente le due iniziative, garantendo in ogni caso al Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari la possibilità di analizzare l’eventuale bozza di decreto in tempi utili.

Siamo consapevoli e convinti che il Corso così com’è strutturato al momento vada rivisto e superato, per questo accogliamo favorevolmente l’intenzione del Governo di mettere mano all’ordinamento didattico ma, ad oggi, non ne condividiamo il metodo.

Il Corso di Laurea Magistrale necessita di sensibili correzioni capaci di renderlo finalmente innovativo e al passo con i tempi, ma chiediamo di essere realmente coinvolti nel processo decisionale per poter contribuire ed influenzare positivamente la riforma.

Per quanto riguarda il semestre anticipato della pratica forense, la nostra posizione è estremamente chiara e l’abbiamo ribadita più e più volte senza alcun riscontro.

Temiamo fortemente che l’anticipo possa tradursi in una opportunità meramente elitaria e, per questo, chiediamo nuovamente:

  • che venga garantito il libero accesso al semestre anticipato per tutti gli studenti dell’ultimo anno, con la sola previsione di eventuali propedeuticità che garantiscano l’idonea preparazione degli studenti all’efficace svolgimento della pratica;
  • la garanzia di un effettivo rimborso per le spese sostenute per lo svolgimento della pratica, come quelle connesse agli spostamenti da e verso lo studio, o quelle per i pasti. Ciò è previsto, peraltro, dalla stessa riforma della Professione forense all’art. 41 co. 11, “negli studi legali privati, al praticante avvocato è sempre dovuto il rimborso delle spese sostenute per conto dello studio presso il quale svolge il tirocinio”;
  • l’esplicito ed assoluto divieto per il dominus di assegnare mansioni ripetitive o di segreteria;
  • la definizione di un Progetto formativo chiaro da accompagnare alla Convenzione, che ne garantisca la qualità della pratica sotto il monitoraggio di un tutor individuato dal Dipartimento/Scuola di provenienza dello studente;
  • la garanzia circa le modalità di svolgimento della pratica che assicurino la compatibilità della stessa con le esigenze didattiche, i tempi di vita e di studio dello studente rispetto ad orari, assenze, malattia, gravidanza ed eventuale volontà di risoluzione del rapporto; il tutto anche attraverso la previsione di un accordo in forma scritta da allegare alla Convenzione ed al Progetto formativo;
  • percorsi formativi pratici all’interno del Corso di Studio aperti a tutti gli studenti.

In un momento storico come quello attuale, che per troppi anni ha assistito ad un pesante disinvestimento rispetto tutto il mondo della conoscenza, crediamo che la miglior risposta che questo Governo dovrebbe dare al Paese debba andare in direzione nettamente opposta a quello che è stato fino ad oggi: si riparta dagli studenti, coinvolgendoli e riconoscendo in loro interlocutori veri e determinanti per la vita di tutte le Scuole e Università italiane.

Auspichiamo davvero che la nostra richiesta di ascolto possa essere accolta, On. Ministro, perchè abbiamo idee forti e chiare pronte da condividere e illustrarLe a dimostrazione del fatto che ci teniamo a questa riforma, abbiamo a cuore le nostre Università e vogliamo che tutti gli studenti di questo Paese possano essere felici ed orgogliosi di studiare in Italia.

Unione degli Universitari