Accesso ai concorsi per l’insegnamento: i laureati in Scienze politiche devono essere ammessi!

By 27 maggio 2014Campagne

In Italia i laureati in Scienze Politiche non hanno accesso a nessuna Classe concorsuale per l’insegnamento. Dai titoli previsti dal DM n. 39 del 1998 (e successive integrazioni e modificazioni) infatti, è stata depennata da diversi anni la laurea in Scienze politiche, come titolo di ammissione utile per accedere alle classi concorsuali “19/A – Discipline giuridiche ed economiche”, e “36/A – Filosofia, psicologia e scienze dell’educazione”. Per l’esattezza la norma prevede l’esclusione dei laureati oltre l’Anno Accademico 2000/2001, anche se laureati con il vecchio ordinamento.

Questa esclusione appare assolutamente insensata: gli insegnamenti relativi alle classi concorsuali suddette, sono perfettamente compatibili e coerenti  con l’ordinamento didattico della laurea in “Scienze della politica” (LM 62 “ex 270”). Inoltre esistono lauree che consentono l’accesso a quelle Classi di concorso che sono, per legge, equipollenti a quella in Scienze Politiche per quanto concerne l’accesso ai concorsi pubblici.

Prendiamo, a titolo di esempio, la classe concorsuale 19/A, Discipline giuridiche ed economiche: secondo il dm 22 del 2005, l’accesso a questa classe concorsuale è consentito, tra gli altri, a laureati nelle Classi di Laurea LMG 01 e LM 63, cioè Giurisprudenza e Scienze della Pubblica Amministrazione che abbiano almeno 96 CFU distribuiti nei seguenti Settori Scientifico Disciplinari: 12 SECS – P/01, 12 SECS – P/02, 12 SECS – P/07, 12 SECS – S/03, 12 IUS – 01, 12 IUS – 04, 12 IUS – 09 e 12 IUS – 10, ovvero materie come Economia Politica, Statistica, Diritto Pubblico e Amministrativo, che sono per lo più previsti anche nell’ordinamento didattico delle LM 62 e comunque attivati nella maggior parte dei Corsi di Laurea di Scienze Politiche (senza contare la possibilità di svolgerli “fuori piano” o dopo il conseguimento del titolo). I corsi di Laurea Magistrale in Giurisprudenza, peraltro, non prevedono quasi mai nei propri ordinamenti didattici questa ripartizione di cfu e, in ogni caso, una laurea nella classe LMG 01, cioè in giurisprudenza è equipollente per legge ad una in Scienze Politiche, vale a dire che i laureati in Scienze politiche dovrebbero poter accedere ai medesimi concorsi pubblici riservati ai laureati in giurisprudenza, con l’eccezione di quelli in magistratura.

Questa situazione rappresenta una palese discriminazione per i laureati in Scienze Politiche, che limita il loro diritto di accedere a concorsi pubblici per i quali abbiano effettivamente titoli, e anche una recente sentenza amministrativa, che ha ammesso in graduatoria a Bolzano una laureata nel 2005, ha evidenziato il paradosso normativo di questa esclusione, anche rispetto al limite temporale, del tutto arbitrario, indicato nel A.A.2000/2001.

Diamo pieno sostegno ai laureati di queste Classi che si sono organizzati per rivendicare questo diritto e vogliamo che il Ministero intervenga immediatamente con un Decreto per risolvere questa situazione, includendo le lauree in Scienze politiche, sia dei vecchi che del nuovo ordinamento ( ordinamento pre-Dm 509, 70/S “ex 509”,  LM62 “ex 270” ma anche la LM52 – Relazioni internazionali) tra i titoli che danno accesso ai concorsi per le cattedre nelle classi d’insegnamento compatibili, prevedendo, se necessario, una sanatoria per i casi pendenti.

Abbiamo già sollevato la questione all’interno del Consiglio Universitario Nazionale, e porteremo la nostra rivendicazione al Ministro, partendo dalle Facoltà di Scienze Politiche di tutta Italia, per coinvolgere studenti e studentesse, ma anche Presidi e Presidenti di Dipartimento in questa importante vertenza, che necessita di una soluzione immediata.

 

Udu – unione degli universitari

Sindacato Studentesco

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