Accolto il ricorso per gli studenti extracomunitari: ora il MIUR assegni ai comunitari le centinaia di posti rimasti liberi

By 8 febbraio 2016Numero Chiuso

 

Martelletto giudiceIl TAR del Lazio accoglie i primi ricorsi sul numero chiuso per l’a.a.2015/2016 per gli studenti extracomunitari e apre le porte a tutti gli altri studenti sui posti residui. Il Collegio, difatti, non pienamente convinto dalle censure sulla violazione del c.d. “anonimato”, ha invece stabilito che i posti banditi e rimasti liberi vadano distribuiti agli studenti comunitari.

Non è un caso che dopo i primi ricorsi vinti per l’annullamento delle prove a causa della mancata sottoscrizione della scheda anagrafica e sui posti liberi per scienze della formazione primaria, l’Unione degli Universitari e gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia abbiano portato, unitamente ai primi ricorsi “pilota”, i ricorsi per gli studenti extracomunitari.

Jacopo Dionisio, coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari, dichiara: “Sempre di più gli studenti extracomunitari decidono di non studiare nel nostro Paese lasciando numerosi posti vacanti che non vengono assegnati né agli studenti comunitari né agli studenti extracomunitari che non superano la soglia minima di ammissione. Questo dimostra quanto già denunciato da moltissime indagini: il nostro modello di istruzione è sempre meno attrattivo a confronto con il resto d’Europa. Ad oggi i posti rimasti vacanti sono centinaia e centinaia per tutti i corsi di laurea e i termini per l’impugnazione delle graduatorie per gli studenti extracomunitari sono scaduti. Per questo, chiediamo la riassegnazione dei posti rimasti liberi in base ad una nuova graduatoria, che coinvolga quei ricorrenti comunitari che hanno sollevato, nelle competenti sedi, lo specifico motivo proprio in merito ai posti riservati agli extracomunitari e rimasti liberi.”
Conclude l’avvocato Bonetti: “La strada maestra da seguire rimane quella dell’iscrizione sovrannumeraria, e un’eventuale provvedimento di annullamento del concorso, dovuto all’accoglimento della censura dell’anonimato sintetizzata nell’apposizione delle etichette con i codici alfanumerici di fronte alla Commissione (strada non pienamente condivisa dal TAR), potrebbe seriamente determinare una sanatoria per tutti i ricorrenti come già successo.”