ALTRO CHE STUDENTI MAMMONI, EUROSTUDENT RIVELA IL GRANDE IMPEGNO DEGLI STUDENTI ITALIANI, INVESTIRE SUBITO IN DIRITTO ALLO STUDIO!

By 19 dicembre 2018 Università

ALTRO CHE STUDENTI MAMMONI, EUROSTUDENT RIVELA IL GRANDE IMPEGNO DEGLI STUDENTI ITALIANI.

Ieri agenzie di stampa e giornali nazionali hanno rilanciato un dato emerso dal rapporto Eurostat, per il quale i giovani italiani tra 18 e 34 anni vanno a vivere in autonomia in ritardo rispetto alla media europea. Subito siamo stati tutti etichettati ancora una volta come ‘mammoni’ come più volte siamo stati definiti negli ultimi anni: “bamboccioni”, “choosy”, “sfigati che si laureano tardi”.

“Questo è uno stereotipo che i media hanno negli anni amplificato e diffuso come immagine dell’italiano maldestro e mammone – spiega Giammarco Manfreda, coordinatore nazionale della Rete degli Studenti Medi – quando invece guardando l’ottava indagine Eurostudent 2016-2018 viene evidenziato come gli studenti italiani studiano molto, più della media dei coetanei europei, non si accontentano della laurea e puntano a specializzarsi, vanno all’estero quando possono grazie all’Erasmus e soprattutto in tantissimi fanno piccoli lavori per mantenersi e non pesare sulle famiglie.”

“Il problema invece è un altro – continua Enrico Gulluni, coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari – Il problema per cui non è facile lasciare la propria casa a cui spesso si viene costretti a un localismo forzato è perché la situazione del diritto allo studio nel nostro paese è critica. Mentre il governo festeggia la grande conquista dello stanziamento di dieci milioni di euro (briciole, quando solo per coprire gli idonei non beneficiari di borsa di studio ne servirebbero 150) i posti letto nel DSU italiano sono un terzo di quelli francesi, la metà delle richieste di alloggio non viene soddisfatta e le stesse borse di studio sono insufficienti. Inoltre il mercato privato specula sui canoni richiesti agli studenti fuorisede e anche chi è costretto a lavorare per mantenere gli studi spesso non può permettersi un alloggio privato.”

“Non si può fare quindi un confronto con gli altri paesi europei senza considerare che i nostri studenti sono quelli che ricevono meno supporto economico e meno servizi – concludono Manfreda e Gulluni – Bisogna che si investa seriamente sul diritto allo studi e sul welfare studentesco!”