Approvata la riforma delle tasse universitarie: momento storico, UNITN più inclusiva, ma la Provincia non dimezzi gli idonei alla borsa di studio.

By 21 settembre 2016dai territori

Lorenzo Varponi, Presidente del Consiglio degli Studenti e membro del Consiglio di Amministrazione Unitn:

“La riforma della contribuzione studentesca e la carta di mobilità erano i punti numero 1 e 2 del nostro programma quando ci siamo candidati, nel novembre 2014, a rappresentare gli studenti. Fino ad oggi circa il 40% degli studenti si trovava nella fascia massima e con un euro di reddito in più si finiva a pagare anche 200€ in più di tasse. Da oggi ogni studente avrà una tassazione “personalizzata” che significa una tassazione più giusta e più aderente rispetto alla sua condizione economica. Abbiamo dimostrato che la rappresentanza studentesca, se organizzata e determinata a fare gli interessi di tutti gli studenti, é in grado di avere un grandissimo peso nelle scelte dell’Ateneo.

Siamo invece molto allarmati per il fatto che la Provincia non ci voglia ascoltare e che pensi di rispettare i livelli essenziali delle prestazioni stabiliti a livello nazionale a costi invariati. La giunta dovrebbe intervenire a breve sul diritto allo studio e dagli ultimi incontri abbiamo riscontrato totale chiusura a maggiori investimenti. Questo significa che passando all’ISEE e applicando una soglia di 18.000 quasi metà degli studenti che avrebbero preso la borsa con il sistema attuale non la prenderà più dal 2017/2018. Se la PAT ritiene di non essere in grado di sostenere le deleghe dell’accordo di Milano nonostante i vantaggi fiscali, si ritorni allo Stato che ci garantiva circa tre milioni di fondo integrativo per le borse di studio cui la provincia non ha mai sopperito dal 2011 a questa parte, costringendo l’Opera Universitaria a costruire bandi che sempre più si sono discostati dai parametri ministeriali, fino ad erogare la borsa media più bassa d’Italia. Con gli interventi programmati dalla PAT si passa solamente da un record negativo ad un altro: avremo infatti la stessa soglia ISEE di accesso al diritto allo studio di Catanzaro, meglio di noi tutti tranne Campania, Molise e Reggio Calabria.”

Filippo Gioachin, coordinatore UDU Trento – Unione degli Universitari:

“Questa riforma della contribuzione studentesca è un risultato storico: dal prossimo anno sarà attuata una tassazione progressiva, adeguata alla normativa nazionale ed inclusiva verso le fasce più deboli. Inoltre il passaggio da ICEF a ISEE, con la possibilità di essere calcolato su tutto il territorio nazionale, semplificherà la vita di tantissimi studenti.

Sempre per quanto riguarda l’inclusività di questa riforma viene prevista una no tax area fino a ISEE 26.000 per non gravare su coloro che non hanno mezzi sufficienti per gli studi e sempre per evitare di premere in maniera eccessiva sulle tasche degli studenti il pagamento delle tasse sarà diviso in tre rate invece che due. Anche l’approvazione della carta di mobilità, che permetterà a tutti gli studenti di usufruire di tutti i trasporti pubblici nella provincia di Trento, pagando un contributo volontario di 50€ è un grandissimo traguardo.

La cosa più importante è che complessivamente con questa riforma non si va a chiedere un soldo in più agli studenti, infatti il gettito che l’università riceverà dalla contribuzione sarà invariato dagli anni precedenti, semplicemente vi sarà una più equa rimodulazione delle tasse. Secondo i nostri calcoli da un 65% ad un 80% degli studenti, in base a quanti dichiareranno il proprio ISEE, pagherà un minore importo di tasse.

Siamo invece molto preoccupati dell’imminente riforma del diritto allo studio da parte della PAT, rischiamo di avere a regime una riduzione del 45% rispetto al numero attuale di borsisti, determinate da soglie per le borse tra le più basse in Italia, assolutamente non competitive rispetto alle regioni circostanti. La PAT scelga di prendere a modello il diritto allo studio del nord Europa, non quello del Molise.“