Approvate alla Camera mozioni sul diritto allo studio: ora il Governo vada oltre gli spot e metta in campo azioni concrete

By 29 giugno 2016DSU e Accesso, Università

l43-camera-deputati-montecitorio-120522185812_bigOggi pomeriggio la Camera dei Deputati ha approvato cinque mozioni e una risoluzione in tema di diritto allo studio, finanziamento e accesso all’università.

Dichiara Jacopo Dionisio, coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari: “Le mozioni approvate quest’oggi rappresentano un segnale positivo. Da anni come Unione degli Universitari denunciamo con costanza le carenze del sistema universitario italiano: dalla inaccettabile presenza degli idonei non beneficiari, alla necessità di portare gli investimenti a livello degli altri paesi europei, dalle tasse universitarie troppo elevate, agli iniqui criteri di ripartizione del fondo di finanziamento ordinario. In Europa siamo fanalino di coda in termini di investimento su istruzione e diritto allo studio, aspetto che è stato evidenziato anche nelle mozioni di oggi. E’ evidente che c’è bisogno di intervenire prontamente su tutti questi aspetti.”

Continua il coordinatore dell’UDU: “I contenuti delle mozioni toccano molti di quei temi oggetto delle nostre denunce. L’approvazione di queste mozioni è un passo significativo, ma non può che essere il primo. Troppo spesso abbiamo visto i membri di questo Governo dichiarare di volersi impegnare per rendere il sistema universitario più sostenibile nel suo funzionamento e realmente accessibile, ma fino ad ora abbiamo assistito o alla totale disattesa delle promesse o all’attuazione di misure spot incapaci di incidere realmente nella risoluzione dei problemi. Chiediamo che le mozioni approvate oggi non restino solo atti di indirizzo, ma diventino proposte concrete. Il Parlamento dovrà continuare a giocare un ruolo attivo e propositivo sui temi dell’università e del diritto allo studio, ed il Governo dovrà finalmente andare oltre gli spot ed assumersi la responsabilità di mettere in campo revisioni incisive e soprattutto, di ascoltare con attenzione le parti coinvolte, a partire proprio da noi studenti”.