Blitz mattutino davanti il Ministero della Giustizia / mettiamo in pratica i diritti

By 11 settembre 2014Università
Oggi Blitz mattutino davanti al Ministero della Giustizia “Mettiamo in Pratica i Diritti”, in difesa dei diritti degli studenti, contro gli interessi corporativi degli ordini. Oggi a Roma, infatti, si riunisce la Conferenza dei Presidi e Direttori delle Facoltà, Dipartimenti e Scuole  di Giurisprudenza per dare parere sulla bozza di convenzione quadro sui tirocini professionali da adottare congiuntamente al Consiglio Nazionale Forense.
L’iter di definizione della bozza di convenzione, oggi in discussione, non ha visto coinvolto il MIUR né, tantomeno, noi studenti, principali interessati al tema dell’avvio del praticantato sei
mesi prima della conclusione del percorso universitario.
Gianluca Scuccimarra Coordinatore dell’Unione degli Universitari dichiara “Questa mattina eravamo davanti al Ministero della Giustizia per chiedere che i nostri diritti vengano messi in pratica, per chiedere di essere ascoltati nella definizione della convenzione su cui si baseranno i sei mesi di praticantato anticipato prima della laurea. Il percorso con cui è stata data vita alla bozza di convenzione, previsto dalla riforma del’ordinamento forense del 2012, vede l’esclusione totale degli studenti e del MIUR ed è espressione palese di come sia stato considerato più importante tutelare interessi ordinistici anziché quelli di noi studenti che ci avviciniamo al mondo del lavoro spesso senza diritti e tutele”.
Conclude Scuccimarra “In base alle indiscrezioni sul contenuto della bozza si inseriranno dei blocchi alla possibilità di intraprendere i primi sei mesi di praticantato durante l’ultimo anno di Giurisprudenza: in poche parole, non potendo mettere blocchi all’accesso del corso di studi, si vorrebbe metterli a conclusione. La bozza, inoltre, legittima l’abuso del tirocinio, poiché non prevede alcuna reale tutela dei tirocinanti e nessuna garanzia della qualità formativa del percorso.
 Chiediamo di mettere in pratica i diritti, partendo dal coinvolgimento degli studenti nella discussione e soprattutto rivedendo tutti quegli elementi della bozza che rischierebbero di fare gli interessi di chi studente non è, limitando e bloccando l’accesso ad una possibilità che deve essere data a tutti.”

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