Chiarimenti in merito ai ricorsi sui test d’accesso universitari per l’a.a. 2018/2019

By 15 ottobre 2018Numero Chiuso, Università

Anche quest’anno accademico è iniziato, per tantissimi aspiranti studenti, all’insegna dei test d’accesso sia per i corsi a numero programmato nazionale che locale. Tante sono state le segnalazioni che ci sono pervenute e le richieste di chiarimenti in merito alla possibilità di avviare ricorsi collettivi, in particolare per i corsi di studio a numero programmato nazionale.

Dichiara Enrico Gulluni: “Come Unione degli Universitari, con il patrocinio dell’avvocato Michele Bonetti, abbiamo già avviato alcuni ricorsi collettivi per alcune sedi e corsi di studio universitari. Tali ricorsi collettivi, che sono già stati inoltrati e che a breve saranno depositati, concernono le facoltà non scientifiche della Università statale di Milano, la facoltà di psicologia dell’Università La Sapienza di Roma, alcuni corsi delle facoltà de l’Aquila, ed inoltre stiamo lavorando su ulteriori sedi universitarie. Inoltre abbiamo già avviato anche il ricorso per il corso di Studi in Architettura (programmazione nazionale), a cui invitiamo gli studenti ad aderire”.

Continua Gulluni: “Per quanto concerne i ricorsi relativi alle facoltà di medicina e chirurgia, odontoiatria, veterinaria, professioni sanitarie, ecc., riteniamo che non vi siano le motivazioni giuridiche idonee alla proposizione di un ricorso collettivo. Difatti, nonostante alcune irregolarità riscontrate, le problematiche relative alle domande errate che caratterizzano il test dell’anno accademico 2018/2019 non sono proponibili, a pena di inammissibilità, collettivamente”.
Lo Studio legale di cui si avvale l’UDU dichiara l’Avv. Michele Bonetti “agirà pertanto a titolo personale e professionale, affiancando anche quella che è la battaglia dell’ Unione degli universitari sull’assegnazione e distribuzione dei posti disponibili. L’UDU, difatti, lamenta che centinaia di posti riservati agli extracomunitari, e che non sono stati occupati dagli stessi, non vengano riassegnati agli studenti comunitari”.

Continuano Gulluni e Bonetti: “la battaglia sulla copertura integrale dei posti che rimangono vacanti è una campagna da sempre targata UDU, e che passa dalla mancata ridistribuzione dei posti resisi disponibili a seguito di rinunce, scorrimenti, ecc., e soprattutto dalle errate istruttorie sulla capienza strutturale degli atenei e sul problema del fabbisogno dei medici nel nostro Paese.
I numeri del numero chiuso sono infatti determinati dai tavoli tecnici, ove si escludono gli studenti e si fanno presenziare gli ordini professionali che hanno interessi chiaramente di segno opposto all’apertura”.

Conclude Gulluni: “L’Unione degli Universitari continuerà la sua attività di rappresentanza e accompagnerà gli studenti in un percorso politico,parallelo a quello delle azioni legali, in cui chiederà immediatamente lo scorrimento delle graduatorie”.