CONDONI AI PROFESSIONISTI SENZA LAUREA, SVILITO IL VALORE DEL TITOLO DI STUDIO

By 24 dicembre 2018Università

CONDONI AI PROFESSIONISTI SENZA LAUREA, SVILITO IL VALORE DEL TITOLO DI STUDIO

 

Dopo il travagliato percorso di queste ultime settimane per l’approvazione della manovra di bilancio apprendiamo che attraverso un emendamento voluto dal M5S viene modificata la legge 42/99, stabilendo una deroga per l’iscrizione agli ordini anche da parte dei professionisti senza titoli che abbiano lavorato, nell’arco di 10 anni, almeno per 36 mesi.

Dichiara Enrico Gulluni Coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari: “Si tratta una specie di condono per chi non si era adeguato alla precedente normativa, ovvero il decreto lorenzin, che imponeva di iscriversi agli albi professionali delle professioni sanitarie.”

Continua Gulluni :“ Ancora un’altra assurdità nella folle notte di approvazione della legge di bilancio. È impensabile che si possa “condonare” in qualche modo la scrittura ad un albo di professionisti senza aver conseguito un titolo adatto, che vuol dire avere una preparazione adatta a svolgere un determinato percorso ed aver svolto un percorso formativo qualificante.

Così facendo si sta dicendo che la laurea non vale niente, e che tanto anche senza si possono fare le stesse mansioni.

È folle e pericoloso dire ciò, in primis per la tutela della salute pubblica dei cittadini e per il diritto ad avere un sistema sanitario nazionale di qualità, e in secondo luogo per il valore che si da al titolo di studio, che così facendo viene svilito.”
Conclude il Coordinatore dell’udu: “ Questa legge di bilancio conferma nella sua complessità di andare in direzione totalmente opposta a quella di un cambiamento positivo, e questo emendamento ne è la prova.

Non possiamo accettare che venga bistrattato in questo modo il valore del titolo di studio, che vuol dire anche aver acquisito un determinato percorso formativo ed avere un’adeguata preparazione. Oltretutto passa il segnale per cui piuttosto che punire un lavoratore che ha fatto il “furbetto”per 10 anni gli si da una sorta di premio e lo si mette allo stesso livello degli altri.

Dopo le dichiarazioni delle scorse settimane di esponenti del governo di voler rimettere mano al valore legale del titolo di studio, questo emendamento ci dà la conferma che forse non erano dichiarazioni fine a se stesse. Noi non ci stiamo! Continueremo ad occupare le piazze per rimettere al centro dell’agenda governativa l’istruzione pubblica italiana come vero motore di sviluppo del Paese.