Criteri di ripartizione per la quota premiale del FFO: basta alle logiche punitive, si riparta dalle proposte degli studenti!

By 16 dicembre 2016Università

Il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca ha inviato ieri lo schema di decreto sui criteri di ripartizione della quota premiale e perequativa del Fondo di Finanziamento Ordinario per il 2016 ai Presidenti della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, del Consiglio Universitario Nazionale, del Consiglio Nazionale Studenti Universitari e dell’Agenzia Nazionale di Valutazione dell’Università e della Ricerca ai fini dell’espressione del parere di competenza.

Elisa Marchetti, coordinatrice dell’Unione degli Universitari, dichiara: “Avevamo già denunciato a maggio come in uno schema in cui lo stanziamento complessivo rimane invariato, è profondamente sbagliata la scelta di aumentare la quota destinata alla ripartizione premiale. Tale quota viene ulteriormente aumenta di 38 milioni, stanziati e non utilizzati nella legge di stabilità del 2015 per le “cattedre Natta”. Dopo anni di sanguinosi tagli al sistema universitario e in un periodo di profonda crisi, questo intervento serve solo ad aumentare la competizione e di conseguenza la forbice che già esisteva tra gli atenei: il sistema universitario deve essere rifinanziato tutto.”

Continua Marchetti: “All’interno della stessa quota premiale, a fronte di una normativa che consentirebbe la ripartizione del 20% sulla base dei risultati della valutazione della didattica, solo il 15% viene destinato agli atenei secondo tali parametri. Questo dimostra come nell’attuale sistema si tenga in bassissima considerazione quello che è il ruolo e il peso degli studenti nell’università. Inoltre, gli stessi indicatori utilizzati sono a nostro avviso insensati e vanno radicalmente rivisti, a cominciare dal fatto che, in un momento in cui molti atenei sono in difficoltà nel mantenere attrattività nel panorama nazionale, figuriamoci in una dimensione internazionale, il 7% è ripartito secondo parametri che tengono conto della mobilità internazionale sia in entrata che in uscita. L’ultimo 8%, invece, è ripartito sulla base degli studenti iscritti regolari che hanno conseguito nell’anno solare almeno 20 CFU. Crediamo sia riduttivo valutare  la didattica relegandola a due criteri parziali come quello della mobilità degli studenti e dei crediti conseguiti”.

Conclude Marchetti: “Relativamente al recupero fondi destinati all’edilizia scolastica e rimasti inutilizzati, è surreale che qualora non si arrivasse al recupero della somma prevista, la differenza andrebbe recuperata secondo un assurdo meccanismo punitivo tra tutte le Università, riducendo il FFO anche ad atenei che hanno utilizzato correttamente i fondi per l’edilizia e che vedrebbero decurtata la propria quota di FFO con possibili pesanti ricadute sui bilanci stessi. Chiediamo al Ministero subito un cambio di rotta: il parere che esprimerà il CNSU non rimanga carta straccia, o solamente un atto dovuto. Si tenga realmente conto dei dubbi, delle perplessità e delle criticità che gli studenti sollevano.”