Crollo alla Federico II di Napoli: le istituzioni garantiscano una volta per tutte la sicurezza nei luoghi di studio

By 9 dicembre 2015Università

 

crollo-napoliQuesta mattina due palazzine del Dipartimento di Veterinaria della Federico II di Napoli sono crollate. Nessuno è rimasto coinvolto nel crollo, ma questo fatto è l’ennesima dimostrazione di come la sicurezza di chi studia e lavora nelle università sia continuamente a rischio.

Dichiara Antonio Cipolletta, coordinatore dell’UdU Napoli: “Ancora una volta assistiamo a gravi rischi per gli studenti e il personale delle nostre università. Il crollo di oggi è purtroppo l’ennesima dimostrazione dello stato di pericolo che viviamo nei nostri territori, pericolo che si estende alle strutture universitarie, frutto peraltro delle politiche di definanziamento del settore dell’istruzione, attuate tanto a livello nazionale quanto locale, che si sono susseguite negli ultimi anni. E’ necessario che le istituzioni provvedano a garantire una volta per tutte la sicurezza dei luoghi di studio: chiediamo che siano predisposti piani straordinari di messa in sicurezza di tutte le strutture universitarie, per garantire l’incolumità di tutti coloro che popolano i nostri atenei. La nostra richiesta è rivolta a tutte le istituzioni coinvolte in questo ambito. Siamo soddisfatti dell’apertura mostrata dalla delegata al Diritto allo Studio della Presidenza della Regione Angela Cortese in merito alla nostra proposta di un intervento regionale, per quanto di sua competenza, serio ed efficace volto alla messa in sicurezza di tutte le strutture universitarie aventi bisogno.

Dichiara Jacopo Dionisio, coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari: “E’ inammissibile che nelle università non sia garantita la sicurezza di chi vi studia e lavora. Il Governo fino ad ora ha chiuso gli occhi su questo, tanto che nel disegno di legge di stabilità si impone agli atenei di restituire i fondi destinati all’edilizia universitaria trasferiti ma che non sono ancora stati spesi. E tutto questo in un contesto in cui le risorse statali destinate all’edilizia sono a dir poco esigue e in cui manca completamente una programmazione nazionale. Gli interventi di edilizia sono di fatto lasciati alla completa autonomia e quindi alle risorse dei singoli atenei, che solo in rari casi hanno la possibilità di intervenire, persino per quanto riguarda la messa in sicurezza delle strutture.
Da tempo chiediamo investimenti statali per l’edilizia universitaria e una programmazione seria: non possiamo permettere si ripetano fatti come quelli di oggi, il governo deve intervenire subito.”