Decreto FIS 2017: estremo ritardo e premialità pericolosa.

decreto fisDecreto fis. Pubblicato il decreto interministeriale MIUR-MEF sulla definizione dei Fabbisogni Finanziari Regionali per l’erogazione delle borse di studio. Il decreto arriva con estremo ritardo e il riparto effettivo per il 2017 manca ancora, mettendo in grande difficoltà la chiusura dei bilanci degli enti regionali per il diritto allo studio. Inoltre, nonostante il parere contrario del CNSU, si introduce un meccanismo di premialità punitiva che mette a rischio le borse degli studenti nelle regioni meno virtuose.

Una prima criticità riguarda le tempistiche: la Legge di bilancio 2017 stabiliva che questo decreto FIS dovesse essere emanato entro marzo di quest’anno e che il FIS 2017 fosse distribuito dal MIUR entro settembre. Siamo a metà dicembre e è stato pubblicato solo il decreto con la definizione dei criteri: questo colpevole ritardo ha provocato grossi problemi in alcune regioni e, soprattutto, ha obbligato alcune università ad anticipare le somme necessarie a coprire tutte le borse. Preoccupa poi il fatto che non venga specificato che il FIS verrà erogato anche a quelle regioni che ancora non abbiano istituito un ente unico regionale: nel decreto si legge solamente che i fondi verranno assegnati direttamente agli enti regionali.

Per quanto riguarda la determinazione del fabbisogno, Il CNSU aveva chiesto di riattivare un tavolo tecnico per la revisione dei meccanismi di riparto e per individuare un sistema che incentivasse le Regioni che investono risorse proprie in misura superiore rispetto a quanto previsto dalla legge: volevamo evitare questo modello che per punire le regioni meno virtuose penalizza i destinatari delle scelte miopi di alcune amministrazioni regionali. Ancora una volta i meccanismi di finanziamento, come accade con il Fondo di Finanziamento Ordinario delle Università, premiano con maggiori risorse chi già ‘fa bene’ e puniscono chi dovrebbe migliorare, scaricando il peso di questa responsabilità sugli studenti, in questo caso mettendo a rischio la borse di studio. Nonostante ciò, un risultato della rappresentanza studentesca riguarda l’esclusione del 2015/2016 dal computo del numero di idonei che concorre a stabilire il fabbisogno regionale, in quanto viziato dalla riduzione degli idonei determinata dal nuovo ISEE. Il fabbisogno, tuttavia, verrà definito facendo una media del numero di idonei dei 3 anni precedenti mentre la nostra richiesta era e rimane di considerare soltanto l’anno precedente.

In attesa della pubblicazione delle tabelle riguardanti il riparto vero e proprio, nei documenti allegati alla Legge di bilancio è certificato che il FIS 2017 ammonterà ad almeno 217 milioni di euro, cui si sommeranno i 6 milioni inutilizzati, inizialmente destinati alle superborse, per un totale di 223 milioni di euro. Ci adopereremo affinché i prossimi riparti vengano fatti entro i termini di legge, auspicando che già a partire dall’attuale Legge di bilancio vengano effettivamente stabilizzati ulteriori fondi visto che nel FIS 2017, nonostante la stabilizzazione dei vari aumenti e il trasferimento dei fondi inutilizzati delle superborse, mancano ancora 140 milioni per poter garantire la copertura totale degli idonei alla borsa di studio in tutta Italia. Pertanto è innanzitutto necessario che il governo ripristini quei 10 milioni che ha scippato all’aumento del FIS con il maxiemendamento alla legge di bilancio approvato con fiducia dal Senato.”