Diritto allo studio non cambia verso: studentesse e studenti verso il #12dic / Sciopero Generale in difesa del diritto allo studio

By 9 dicembre 2014Università

I primi dati emersi dal DPCM che effettua la ripartizione dei fondi statali per il diritto allo studio 2014, fanno emergere una situazione non solo preoccupante ma disastrosa: la copertura delle borse di studio, infatti, diminuisce al livello nazionale del 5%, mentre il numero degli idonei non beneficiari aumenta di ben oltre 16 mila unità.

Per questo il 12 Dicembre come studentesse e studenti saremo in piazza durante lo sciopero generale con i lavoratori: in difesa del nostro diritto allo studio, un diritto che sempre di più negli ultimi vent’anni è stato trattato alla stregua di un diritto di serie B aumentando le disuguaglianze e rendendo le nostre università luoghi elitari riservati a pochi.

Gianluca Scuccimarra, coordinatore nazionale Unione degli Universitari: ” Questi dati confermano le denunce fatte dalla nostra organizzazione negli ultimi mesi e rappresentano l’ennesimo batosta che colpirà gli studenti universitari quest’anno. E’ inaccettabile che nel 2014 in un Paese che vuole uscire dalla crisi il numero degli studenti che avrebbero diritto ad avere una borsa di studio ma non la riceveranno aumenti del 50% passando da 30 mila a 46 mila in un solo anno.”

” Nonostante i fondi nazionali per il diritto allo studio siano rimasti sostanzialmente stabili il combinato disposto dei tagli alle regioni e l’aumento dei richiedenti a causa della crisi economiche hanno dimostrato tutte le falle del sistema. Senza dimenticare che le norme contenute all’interno del decreto Sblocca Italia rischiano, come denunciato dal CNSU due mesi fa, di bloccare anche gran parte dei fondi nazionali inserendoli sotto patto di stabilità”.

Continua Scuccimarra ” Anche per questo il 12 dicembre scenderemo in piazza come studentesse e studenti durante lo sciopero generale accanto alle lavoratrici e ai lavoratori. Crediamo che per uscire dalla crisi sia necessario investire su noi giovani ripartendo dall’istruzione, ricostruendo un sistema di diritto allo studio in grado veramente di consentire a prescindere dalle condizioni economiche di partenza l’accesso ai più alti gradi dell’istruzione. Il Governo non può più ignorare la situazione disastrosa in cui versa il diritto allo studio italiano se vuole veramente rilanciare il Paese. Saremo in piazza con le nostre proposte, vogliamo essere ascoltati, vogliamo costruire un futuro fatto di diritti, lavoro e istruzione, se non per tutti per chi?”

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