Faraone apre al confronto con gli studenti per lo “student act”: necessario iniziarlo subito, le misure annunciate sono insufficienti

By 1 ottobre 2016DSU e Accesso, Università

faraone2c-1Si è appena conclusa la tavola rotonda “Diritto allo studio e riforma della Costituzione”, inserita all’interno del programma degli Stati generali del diritto allo Studio europeo, che stanno giungendo al termine oggi, a Palermo. Al tavolo era presente anche Davide Faraone, sottosegretario del Ministero dell’Istruzione, che ha rilanciato sul tema dello “Student Act”.

Dichiara Elisa Marchetti, coordinatrice nazionale dell’Unione degli Universitari: “Faraone ha rilasciato importanti dichiarazioni durante il dibattito. Innanzitutto ha confermato l’impegno a voler eliminare la figura dell’idoneo non beneficiario. E’ un impegno necessario, che non possiamo che accogliere positivamente. Ma ora attendiamo i fatti: come denunciamo da anni, servono finanziamenti consistenti, di gran lunga superiori alle risorse straordinarie (50 milioni) che erano presenti nella scorsa finanziaria. Faraone inoltre ha parlato della no tax area per le tasse universitarie, già annunciata dalla stampa, confermando che questa sarà stabilita al di sotto della soglia dei 15 mila euro. Riteniamo che sulla determinazione della soglia vada fatto un ragionamento molto approfondito, che sia in grado di valutare quale importo sia effettivamente capace di aiutare gli studenti che si trovano in difficoltà. La soglia indicata rischia di essere troppo bassa. È indispensabile che il Governo indichi chiaramente in che modo verrà trovata la copertura economica per tale misura, senza che questa ricada direttamente sulle casse degli atenei, già in difficoltà.”

Continua Marchetti: “Faraone poi ha parlato di “super borse” di studio per diplomati con particolari meriti, anche questa notizia già trapelata dai giornali, con un metodo di valutazione non ben definito, basato su invalsi, voto di diploma e valutazione della carriera scolastica. Siamo totalmente contrari a questa misura: se si vuole che aumenti il tasso di passaggio tra scuola ed università, di certo non si può farlo attraverso questo intervento, ma bisogna agire in modo molto più serio ed approfondito, ad esempio intervenendo sulla dispersione scolastica, sull’orientamento o incrementando la totalità delle borse di studio. Infine il sottosegretario ha annunciato che successivamente all’uscita della bozza della legge di bilancio ci sarà un confronto con le parti interessate, tra cui gli studenti per la discussione delle misure. Siamo stupiti: anche se in ritardo, finalmente il Ministero apre alle nostre richieste di confronto. Ora restiamo in attesa, ma chiediamo che il confronto si apra prima della presentazione della bozza. Pretendiamo una discussione reale, non soltanto di facciata come purtroppo è avvenuto molto spesso. Vogliamo che le aperture fatte siano reali e che le risorse che ci saranno in questa legge di stabilità siano consistenti ed utilizzate in modo veramente utile e non per interventi di facciata”.