Firmata convenzione CNF-Conferenza dei Presidi di Giurisprudenza sull’anticipo del praticantato forense: grave errore non ascoltare gli studenti, con queste modalità non si favorisce l’anticipo

By 24 febbraio 2017Università

È stata firmata oggi la Convenzione quadro nazionale tra CNF e Conferenza dei Presidi di Giurisprudenza. Presenta alcune novità rispetto alle prime bozze circolate, ma resta il grave problema del mancato ascolto delle rappresentanze studentesche.

Elisa Marchetti dichiara: “La Convenzione firmata oggi rappresenta un ulteriore passo in avanti verso la revisione del percorso di studi di Giurisprudenza, iniziata già nel 2012 e che ad oggi è quasi completata, fatta eccezione per il decreto del Ministero della giustizia che dovrà normare i corsi di formazione ora resi obbligatori dalla legge 247/2012. Sebbene il testo sottoscritto oggi da CNF e Conferenza dei presidi abbia recepito in minima parte alcune delle nostre richieste, non possiamo far altro che constatare la sordità delle istituzioni che hanno preferito portare a compimento questo percorso senza il coinvolgimento degli studenti e delle loro rappresentanze. Un atto estremamente grave.”

Continua Marchetti: “Di fronte alle prime bozze che prevedevano dei criteri assai stringenti per richiedere l’anticipo del praticantato, come ad esempio la media voti del 27 e l’essere in corso con gli studi, sono stati fatti dei passi in avanti: è stato eliminato il requisito di una specifica media ed ora è sufficiente aver terminato gli esami del quarto anno e aver acquisito crediti in alcuni settori scientifico disciplinari. Ci risulta inoltre difficilmente comprensibile come nella Convenzione si possa fare riferimento all’articolo 43 della legge 247/2012, relativo ai corsi di formazione, quando manca ancora il DM che dovrebbe dargli attuazione: non vorremmo che anche su questo fronte fosse tutto già deciso, senza ascoltare le parti interessate.”

Conclude la coordinatrice dell’UDU: “Il percorso di studi di Giurisprudenza aveva necessità di essere rivisto, ma non in questo modo, con un atteggiamento sbagliato che rischia di fare ulteriori danni, visto il mancato coinvolgimento delle rappresentanze studentesche. Quello che emerge in tutti i passaggi è il tentativo di rendere tutto il percorso come una lunga corsa ad ostacoli. Daremo battaglia in ogni ateneo al momento dell’attuazione della Convenzione quadro nazionale, per far sì che tutti i parametri siano rivisti in senso più inclusivo. Anche sul decreto attuativo del DM sui corsi di formazione chiediamo di essere ascoltati: si riparta dalle nostre proposte e quindi si elimini il numero chiuso, si eliminino i costi di iscrizione e si eviti di produrre un inutile duplicato dell’Esame di Stato. Non chiediamo molto, solo di essere ascoltati, visto che queste riforme riguardano il nostro futuro.”
Anna Azzalin Presidente del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari dichiara: “Non fa piacere veder raggiunto un traguardo di questo peso in questo modo, senza aver mai ascoltato né coinvolto l’organo in questi anni che, a più riprese, ha chiesto invece di essere ascoltato deliberando sempre all’unanimità mozioni importanti dal giugno 2014 sino a novembre 2016. Per questo voglio sperare che errori di questo tipo non si verifichino mai più nel rispetto del CNSU e delle rappresentanze studentesche. É arrivato infatti il tempo di riconoscere la centralità di questo organo e l’importanza che ne comporta il suo coinvolgimento: in questi mesi stiamo discutendo ed elaborando una proposta di riforma sul riordino della didattica di Giurisprudenza. Altro tema caldo che è rimasto in sospeso e su cui chiediamo risposte: siamo pronti a dare un contributo concreto e utile affinché sia possibile approvare una buona riforma condivisa da tutti.”

Qui il testo della convenzione: Convenzione CNF-Conferenza Nazionale dei Direttori