“GRAVISSIME IRREGOLARITA’ E BROGLI NEI TEST D’INGRESSO UNIVERSITARI, AL VIA I RICORSI” | MANIFESTAZIONE NAZIONALE PER IL 28 SETTEMBRE

By 13 settembre 2012Università

Sono 110 gli aspiranti ricorrenti non ammessi al test di Psicologia della Sapienza che, per motivi burocratici non possono completare i loro studi.

Il giorno del test centodieci studenti, dopo aver pagato ed essersi iscritti, non sono stati ammessi alla partecipazione della prova per una serie di piccoli motivi burocratici e per errori del server dell’Università “La Sapienza”. Riteniamo che il diritto allo studio non possa essere compromesso per motivi di forma imputabili, peraltro, allo stesso Ateneo ed è per tale motivo che citeremo in giudizio “La Sapienza” chiedendo l’ammissione dei nostri studenti.
Per L’UDU tale situazione ha comportato che i posti rimanessero liberi e il danno non è, dunque, solo degli studenti ma anche degli Atenei che non incamerano le somme occorrenti per coprire i costi dei corsi.Il legale dell’Udu, l’Avv. Michele Bonetti dichiara: “Riteniamo che il numero chiuso alla facoltà di psicologia non rientri tra le ipotesi previste dalla legge 264/99 e che, come tale, l’istituzione del numero chiuso all’Università “La Sapienza” nel caso di specie sia illegale”.
“Oltretutto questo sistema iniquo ed ingiusto viene proposto per le lauree specialistiche ovvero a studenti che, dopo tre anni di studi, nel caso in cui non superino il test, si trovano costretti a stare “a spasso” per un anno in attesa della prova successiva. Tra l’altro quest’anno vi sono stati molteplici problemi in vari atenei dovuti alla scarsa chiarezza dei bandi. Un sistema così congeniato non può che essere censurato e, pertanto, a giorni sarà depositato il ricorso al Tar del Lazio”.Sono tantissime le segnalazioni sulle irregolarità che giungono in questi giorni all’Unione degli Universitari cui gli studenti hanno denunciato brogli, facilitazioni e problemi di rilevanza amministrativa e penale in sede di prova.A Sassari molti ragazzi hanno già presentato esposti alla Procura della Repubblica lamentando una violazione del principio dell’anonimato nei concorsi pubblici e chiedendo almeno un po’ di chiarezza su alcuni nomi evidenziati in verde negli elenchi dove si registravano i candidati.

E’ per questo che l’UDU sta valutando l’opportunità di predisporre un dossier suddiviso per ogni singola zona in cui le graduatorie vengono accorpate dal MIUR, da presentare alle Procure della Repubblica competenti.

Su queste basi di mala gestio a livello locale e nazionale si fonderà il prossimo ricorso collettivo che l’UDU lancerà avverso la costituzionalità del numero chiuso il tema sarà al centro della manifestazione nazionale lanciata dall’Unione degli Universitari di fronte al MIUR nella giornata del 28 settembre. Chiamiamo a raccolta tutti gli studenti contrari ad un’università sotto chiave: il percorso per abbattere il numero chiuso è appena iniziato.