Il MIUR ci ripensa e innalza il numero di posti per corsi a numero chiuso: ascoltate parzialmente le proteste degli studenti. Caos regna sovrano: necessario superare questo modello e andare verso il libero accesso

By 6 luglio 2016Numero Chiuso, Università

law-justiceE’ appena uscito un comunicato stampa del MIUR in cui si annuncia un innalzamento dei posti per i corsi di Medicina, Odontoiatria e Veterinaria rispetto ai numeri indicati dal D.M. 546 emanato solo pochi giorni fa, che invece determinava una decurtazione significativa dei posti messi a bando.

Dichiara Jacopo Dionisio, coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari: “Da come riportato dalla nota stampa, l’aumento ha riguardato i posti, riservati agli studenti comunitari, relativi a medicina, odontoiatria e veterinaria. Per medicina, è stato annunciato un aumento di 407 posti, a fronte dei 696 decurtati; ad odontoiatria, la disponibilità aumenterà di 58 unità (rispetto all’anno scorso non era stato previsto, neanche inizialmente, nessun taglio) e a veterinaria ci sarà un amento di 53 posti contro i 215 che erano stati tagliati. Complessivamente, dei 1700 posti in meno da noi denunciati qualche giorno fa, se ne recupereranno solo 650, che però riguardano solo l’area medica, visto che non si è intervenuti su architettura, il corso che invece aveva visto un taglio maggiore. Sicuramente le proteste di noi studenti, a cui, a distanza di giorni, si sono associate anche quelle di alcuni rettori, sono arrivate in Ministero. Ma non possiamo ritenerci comunque soddisfatti, visto che la perdita complessiva resta consistente”.

Continua Dionisio: “Inoltre, proprio successivamente all’uscita del decreto, ci erano arrivate le segnalazioni di alcuni studenti che hanno sostenuto il test di accesso ai corsi di medicina nel mese di maggio 2016 in atenei privati, i quali avevano messo a bando un numero di posti differente da quello previsto nel DM 546. Questi studenti erano inizialmente risultati in posizione utile in graduatorie e si erano iscritti al corso di medicina per l’anno 2016/2017, pagando anche la prima rata delle tasse universitarie; ma a seguito dell’uscita del DM 546, alcuni di loro sono stati informati che non avrebbero più potuto accedere ai corsi, e che pertanto avrebbero ricevuto il rimborso della rata già versata”.

Prosegue Dionisio: “Questo fatto è l’ulteriore prova del caos generato dal modo in cui si gestisce da anni il funzionamento dei test e in generale l’intero sistema. La notizia che il Ministero abbia deciso di aumentare i posti rappresenta senza dubbio un minimo passo in avanti, ma non possiamo che denunciare, ancora una volta, le modalità di gestione di questa vicenda. Infatti, il MIUR non ha ancora indicato come saranno ripartiti questi ulteriori posti. Sarebbe grave se, alla luce della vicenda verificatasi nelle università private, questo aumento coinvolgesse in misura sbilanciata tali atenei, rappresentando quindi un goffo tentativo di porre rimedio a questa situazione surreale, determinata dalla mancata vigilanza del Ministero”.

Conclude il coordinatore dell’UDU: “È altrettanto grave che, come riporta la nota del Ministero, ieri si sia tenuto un incontro al MIUR per rivedere il numero dei posti messi a bando, senza coinvolgere gli studenti, primi a denunciare lo scempio della riduzione dei posti. Studenti che invece, come chiediamo da anni, andrebbero coinvolti in un confronto vero e che abbia come oggetto tutto il sistema del diritto allo studio. Questi ultimi fatti dimostrano che non è più accettabile andare avanti in maniera così scellerata. E’ venuto il momento di fare sul serio e rimettere veramente in discussione questo modello, superandolo e andando verso il libero accesso.”

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