Il MIUR emana il “blocca-ricorsi UDU”

By 23 settembre 2014Università

E’ del primo pomeriggio del 23 settembre 2014 la diffusione di una nota a tutte le Università italiane da parte degli Uffici amministrativi del Ministero dell’Istruzione, in cui, dopo l’ingresso di oltre 2500 ragazzi presso gli Atenei italiani a seguito delle pronunce del TAR Lazio sui ricorsi dell’UDU, patrocinati dagli Avv. Michele Bonetti e Santi Delia, viene stabilito di ‘sparpagliare’ i candidati presso le varie sedi universitarie.

Gianluca Scuccimarra, coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari, dichiara
“Si tratta di un provvedimento altamente lesivo dei diritti degli studenti: è gravissimo che ancora una volta anziché affrontare e risolvere il grave problema dell’accesso si faccia uso di ‘scorciatoie’ altrettanto dannose per migliaia di studentesse e studenti che si trovano impossibilitati a costruire il proprio futuro.
Il Ministero e la classe politica italiana devono farsi carico una volta per tutte di quello che è diventato un problema sociale dei ragazzi e delle loro famiglie, facendo immediatamente una riforma del sistema dell’accesso all’Università coinvolgendo in tale revisione prima di tutto noi studenti che in prima persona viviamo l’Università tutti i giorni. ”

L’Avv. Michele Bonetti: “Impugneremo la nota ministeriale nuovamente dinanzi al Tar del Lazio, che non tiene conto del fatto che molti ricorrenti dei Maxi ricorsi UDU non hanno i mezzi per studiare lontano da casa. Un provvedimento del genere, senza essere accompagnato da un adeguato sistema di borse di studio, rappresenta un modo per eludere i provvedimenti dei Giudici. Chiederemo un nuovo provvedimento al Tar per evitare che gli studenti, dopo aver pagato le tasse e iniziato le lezioni, possano essere spostati magari da Bari a Sassari”.

Conclude Scuccimarra: “Non ci fermeremo finché non sarà riformato completamente l’accesso al mondo dell’università e cercheremo in tutti i modi di bloccare un provvedimento che riguarda e riguarderà migliaia e migliaia di studenti e di famiglie, incidendo sui più bisognosi e meno facoltosi e impedendo loro, di fatto, a raggiungere i più alti gradi dell’istruzione”.

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