IMAT: no al test ad aprile! L’attrattività non è una questione di date.

By 3 febbraio 2017DSU e Accesso, Università

supposta CRUIIMAT: è di questi giorni l’indiscrezione che il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca stia valutando l’ipotesi di anticipare al mese di aprile la data del test di ingresso al corso di Medicina e Chirurgia in lingua Inglese, vista la richiesta avanzata da parte della CRUI al fine di evitare ritardi rispetto al resto d’Europa.

Elisa Marchetti, coordinatrice nazionale dell’Unione degli Universitari, dichiara: “Sarebbe una decisione irresponsabile da parte del MIUR quella di anticipare la data del test d’ingresso al mese di aprile per IMAT. Infatti si metterebbero gli studenti davanti ad una duplice difficoltà: da un lato la riduzione dei tempi ipotizzati per preparare il test, reso ancor più difficile dalla conoscenza della lingua inglese; dall’altro il fatto che la selezione avverrebbe quando la stragrande maggioranza dei candidati sono ancora impegnati nel percorso scolastico e nella preparazione dell’Esame di Stato. Già in passato si era tentata questa via del test in primavera e ricordiamo tutti quali danni avesse comportato alle carriere degli aspiranti studenti di Medicina e della facoltà a numero chiuso.”

Continua Marchetti: “La CRUI, nel chiedere di anticipare le tempistiche della prova di selezione al fine di evitare ritardi rispetto al resto d’Europa e quindi che i “migliori” studenti stranieri si iscrivano in altri Paesi, dimostra di non avere pienamente chiaro il quadro del sistema universitario italiano. Siamo tra gli ultimi in Europa con un sistema di diritto allo studio tra i più sottofinanziati; siamo il Paese con il modello di programmazione dell’accesso tra i più stringenti d’Europa, dove molti altri Stati neanche prevedono selezioni inziali; siamo tra i primi per quanto riguarda i tassi di disoccupazione giovanile. E facciamo anche di peggio: quando uno studente extracomunitario arriva in Italia e sostiene il test, molto spesso viene “respinto” per non aver ottenuto la soglia minima, nonostante siano ancora disponibili dei posti destinati per legge a cittadini extracomunitari. È di ieri la vittoria dei nostri ricorsi che hanno finalmente consentito a questi studenti di studiare in Italia.”

Conclude Marchetti: “Queste sono le principali cause del perché sempre meno studenti si recano in Italia dall’estero, queste sono le priorità d’intervento: indicare l’unico problema nella data del test IMAT è sintomo di una preoccupante miopia. Bisogna invece rivedere tutto il sistema, a partire dal finanziamento del diritto allo studio e dall’abolizione del numero chiuso. Solo così l’Italia tornerà competitiva e attrattiva verso chi viene dall’estero. Di recente il CNSU ha approvato una mozione che chiede l’istituzione di un tavolo che discuta della revisione dell’attuale sistema d’accesso: il MIUR riparta da lì. Prenda in considerazione le istanze degli studenti.”

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