IVA per gli enti DSU, norme improvvisate e sanzioni salate: a farne le spese sono solo gli studenti, si trovi subito una soluzione!

By 29 maggio 2017DSU e Accesso, Università

Negli scorsi giorni è salita alle cronache una questione molto rilevante per quanto riguarda la gestione dei fondi per il diritto allo studio da parte degli enti per il diritto allo studio: l’Agenzia delle Entrate ha effettuato una verifica presso l’ARDSU Toscana e l’ARDISS del Friuli Venezia Giulia, sottolineando irregolarità in merito al calcolo dell’IVA in relazione ai servizi mensa e ristorazione del diritto allo studio.

Elisa Marchetti, coordinatrice nazionale dell’UDU, dichiara: “La denuncia che arriva dalla Toscana è molto pesante: l’Agenzia delle Entrate, dopo aver lasciato consolidare per anni una prassi di detrazione dell’IVA in merito ad alcuni servizi offerti dall’ente per il diritto allo studio, denuncia oggi l’irregolarità di questo metodo e richiede le somme detratte. Oltre a richiedere l’IVA detratta dall’ARDSU dal 2011 al 2014, per oltre 4 milioni di euro, impone anche una sanzione di oltre 4 milioni e 500mila euro. E’ senza dubbio un provvedimento inaccettabile: ANDISU e gli enti per il diritto allo studio da anni denunciano la necessità di avere chiarimenti normativi in merito all’IVA sui servizi offerti e, fino a oggi, gli enti hanno consolidato dei comportamenti basati sulla prassi, vista anche l’assenza di una giurisprudenza in merito. Oltretutto che senso avrebbe assegnare dei fondi a un ente che poi dovrebbe impiegarli per pagare delle imposte a una delle istituzioni statali che ha fornito parte di quel finanziamento stesso?”.

Prosegue la coordinatrice dell’UDU: “L’interpretazione data ora dall’Agenzia delle Entrate e le conseguenti verifiche fiscali dirette agli enti comporteranno necessariamente un peggioramento della situazione economico finanziaria degli enti, con il conseguente rischio che questo ricada direttamente sugli studenti.  Infatti, il taglio di questi fondi andrebbe ovviamente a gravare sui servizi offerti agli studenti e sul diritto allo studio nel suo complesso, oltre che incentivare la monetizzazione delle borse. È impensabile che attraverso l’interpretazione di normative riguardanti le imposte vengano fornite delle direttive di natura fortemente politica sulla natura stessa dell’erogazione dei servizi per il diritto allo studio. È necessario provvedere nel minor tempo possibile a chiarire la normativa in merito al calcolo dell’IVA per gli enti per il diritto allo studio, rendendo possibile per gli enti la massimizzazione dell’utilizzo dei fondi che vengono messi loro a disposizione da Stato e regioni.”

Conclude Elisa Marchetti: “Il diritto allo studio vive già attualmente in una situazione disastrosa. È inaccettabile che possano esserci ripercussioni sugli studenti e sul diritto allo studio in questa vicenda. Le misure attualmente in fase di discussione nella cosiddetta “manovrina” in Commissione Bilancio della Camera sono state accantonate, dopo che relatore e Governo hanno dato parere contrario agli emendamenti presentati per fornire una soluzione al problema. È impensabile che un tema così importante vada a finire in secondo piano: è necessario intervenire immediatamente per risolvere la questione ed impedire che la sanzione comminata all’ente toscano provochi dei danni agli studenti. Continueremo a fare pressione in tutte le sedi opportune affinché questa vicenda trovi una soluzione immediata”.

One Comment