Milano: presentato il vademecum “Abitare per studenti universitari fuorisede” / Subito tavolo con istituzioni e utilizzo edifici dismessi come studentati.

By 26 novembre 2015dai territori

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Si è tenuto oggi alla Statale di Milano il dibattito organizzato da Udu Milano e Cgil e Sunia Milano su ‘Abitare’ per gli studenti universitari fuorisede: quali soluzioni? Analisi e proposte’, durante il quale sono stati presentati sia un vademecum per studenti fuorisede, contenente i dati di uno Studio Cgil-Sunia del problema che investe Milano, ma anche le altre principali città sedi di Università. Sia la piattaforma di analisi del problema con le proposte che l’Udu Milano ha lanciato alle Istituzioni per affrontare la questione abitativa degli studenti.

“Questo dibattito – afferma Carlo Dovico coordinatore Udu Milano – è per noi occasione importante di confronto aperto con le Istituzioni oggi presenti: abbiamo presentato loro la nostra piattaforma che nasce dall’esperienza diretta dei tanti studenti fuorisede, cui abbiamo dato voce, per far emergere una questione che è sentita da noi tutti come fortemente drammatica. Capita, spesso, che studenti fuorisede per disinformazione, per mancanza di riferimenti di supporto o addirittura per paura si adeguino al malcostume dell’affitto in nero. E quando cercano casa sul mercato libero, anche il caro affitti taglia le gambe al loro diritto allo studio: prezzi stratosferici che pesano gravemente sui redditi familiari sempre più bassi in questi ultimi anni. Spesso, infatti, gli studenti non sono visti come risorsa bensì come un peso. E i tagli, primo fra tutti quelli che riguardano la questione abitativa, lo dimostrano. Allora, a partire da queste premesse, abbiamo voluto fare una serie di proposte concrete come, per fare alcuni esempi: agevolazioni che devono essere tarate sul criterio del reddito, con bonus variabili sulla base del merito; costo dell’affitto da tarare sulla base del valore dell’immobile; limitazione della caparra ad un solo mese di cauzione; aumento delle case dello studente legate ai vari organi di diritto allo studio universitario; istituzione di nuove case dello studente con l’utilizzo dei beni sequestrati alla mafia da riconvertire in alloggi universitari. Proposte che vorremmo discutere anche noi, come Unione degli Universitari, intorno a un tavolo: bisogna  aprire quanto prima una strada dove vengano prese in considerazioni anche le difficoltà che viviamo sulla nostra pelle”.

“Con questa iniziativa – dichiarano il Segretario generale della Camera del Lavoro di Milano, Graziano Gorla, e il segretario generale del Sunia Milano, Stefano Chiappelli – vogliamo uscire dalla semplice denuncia per portare all’attenzione delle Istituzioni questo problema che mina il diritto allo studio dei giovani. A Regione e Comune abbiamo, così, proposto di intraprendere un percorso condiviso fatto di sensibilizzazione, informazione e messa in atto di azioni concrete sul territorio non solo milanese ma dell’intera area metropolitana. E, per questo, abbiamo chiesto un tavolo, subito, di discussione, perché oltre alle risposte, che auspichiamo arrivino, servono ora altri progetti reali per rendere Milano una città universitaria attrattiva, che offra agli studenti soprattutto fuorisede, tutti gli strumenti per una buona qualità di vita, a partire dall’alloggio. Un tavolo dove poter, comunque, affrontare anche la situazione abitativa generale della città di Milano e poter dare una prospettiva alloggiativa alle tante famiglie milanesi in difficoltà. Per ampliare e costruire  sotto la regia pubblica, insieme anche al privato sociale e le cooperative, un percorso sinergico di intervento anche sugli sfratti. Oltre questo abbiamo, inoltre, proposto di istituire nuove case per gli studenti utilizzando gli edifici dismessi o le ex caserme per far fronte a una insufficiente offerta alloggiativa. Da parte nostra, continueremo a dare impulso alla stipula dei contratti a canone concordato che per gli studenti universitari possono essere applicati al contratto transitorio (durata minima di 6 mesi e una massima di 36 mesi) e alle camere singole. Nell’ottica di riuscire  a rimettere sul mercato gli alloggi sfitti privati (circa 81mila a Milano quelli vuoti), a prezzi più sostenibili per  le famiglie”.