Ministro Giannini ad Udine torna sul superamento dei test d’ingresso: dagli annunci si passi ai fatti

By 24 ottobre 2015Università

giannini_640Il Ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, dall’iniziativa del PD nazionale sull’università ad Udine, ha dichiarato che tornerà a proporre il superamento dei test d’ammissione ma che l’ingresso di tutti gli studenti nel sistema abbasserebbe la qualità dell’Università.Il Ministro ha poi ribadito l’idea di spostare sugli atenei la competenza di erogare le borse di studio, attualmente in capo alle Regioni.

Jacopo Dionisio, coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari, dichiara: “Il Ministro Giannini sostiene che l’immissione di tutti gli studenti nel sistema provocherebbe un automatico abbassamento della qualità dell’Università, rintracciando come problema del test il fatto che chieda elementi che andranno poi studiati nel corso di studi e individuando come unico strumento utile l’orientamento, visto che, a suo parere, il test preliminare di quest’anno ha ridotto il numero dei candidati. Tutto questo, dopo aver dichiarato, più di un anno fa, di voler affrontare il tema del superamento del test come strumento d’accesso alle facoltà a numero chiuso, con la promessa mai mantenuta della convocazione di un tavolo di confronto. Il test di ingresso si è dimostrato un sistema fallimentare, le alternative ci sono e dobbiamo iniziare a discuterne, invece di ripetere slogan triti e ritriti”.

Conclude il coordinatore dell’UdU: “Il Ministro Giannini inoltre, è tornata a proporre che siano gli atenei ad assumere il compito di erogare le borse di studio. Pur ammettendo lei stessa la complessità di tale ipotesi, a noi sembra assurdo ragionare con leggerezza e approssimazione su un tema, come quello del diritto allo studio, che soffre di un sotto finanziamento drammatico e di problemi ben più gravi della governance. Servono risorse e libero accesso. Il Governo deve investire in istruzione e diritto allo studio, almeno per reggere un confronto europeo da cui emerge che i finanziamenti italiani sono ridicoli, al fine di garantire effettivamente a tutti il libero accesso a un università pubblica e di qualità”.