NELLA LEGGE DI STABILITA’ FINANZIAMENTO PER LE SCUOLE PRIVATE CONTRO COSTITUZIONE | Chiediamo che quei 223 milioni vengano spostati sul fondo per le borse di studio, insufficiente a coprire tutti i capaci e meritevoli

By 18 ottobre 2012Sociale

Siamo uno strano Paese: abbiamo due articoli della Costituzione, il 33 e il 34, che spiegano: ‘Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato’ e ‘I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi’.

 

Bene, anche il Governo formato dai Professori calpesta questi due articoli, proponendo nella legge  di stabilità’ un fondo di 223 milioni per le scuole private e non finanziando a sufficienza il diritto allo studio nel nostro Paese.

L’ Italia è l’unico Paese Ocse che ha il fenomeno degli studenti “idonei ma non beneficiari di borsa di studio”, universitari idonei per parametri di reddito e merito, che non vedono erogato un loro diritto perchè mancano soldi per la copertura delle loro borse. Un’assurdità tutta italiana che blocca il presente e uccide il futuro di circa 45mila giovani del nostro Paese.

 

Sono mesi che protestiamo contro questa assurdità e siamo allibiti nel leggere che, nella legge di stabilità’ non solo non si parli di aumento del fondo per il diritto allo studio ma che si trovino pure le risorse per andare a rifinanziare le scuole private! E’ calpestare la Costituzione sulla quale tutti i ministri tecnici hanno giurato!

 

Il tempo è scaduto e non siamo più disposti a farci prendere ulteriormente in giro dal Governo Monti e dal Ministro Profumo. Non crediamo più alla favola della mancanza di fondi: i fondi ci sono, il problema sono le priorità di spesa. E questo Governo evidentemente ha le priorità di spesa opposte alle nostre. Chiediamo che quei 223 milioni  previsti per la scuola privata vengano immediatamente spostati sul fondo per il diritto allo studio, in modo da rispettare la Costituzione sulla quale ha giurato questo Governo, e garantire un futuro a tutti gli studenti che quella borsa se la sono guadagnata. Se così non accadrà saremo in piazza fin da sabato, a Roma, in piazza San Giovanni, per riprenderci quello che ci spetta, ciò che ci garantisce la nostra Costituzione, e che questo Governo ci sta negando.