Oggi ancora in piazza con la CGIL! Investimenti sui giovani siano in istruzione.

By 14 ottobre 2017Sociale, Università

Oggi siamo al fianco della CGIL in presidio in tutte le città assieme agli altri sindacati confederali per far valere le nostre rivendicazioni sulla legge di bilancio 2018. Come UDU – Unione degli Universitari e Rete degli Studenti Medi chiediamo al Governo di rinunciare alle misure spot e ai bonus. L’investimento in istruzione sia centrale nelle misure per i giovani!

Dichiara Elisa Marchetti, coordinatrice nazionale UDU: “In questi anni siamo stati abituati a misure spot, legate a una falsa logica di merito e finalizzate unicamente al consenso elettorale. Vediamo il rischio che con l’avvicinarsi delle elezioni politiche questa tentazione sia ancora più forte. Per questo domani saremo di nuovo in piazza per mettere al centro del dibattito le nostre rivendicazioni: investimenti nel diritto allo studio, nel Finanziamento ordinario del sistema universitario, nelle strutture e nella docenza.

In questi anni le Università si sono svuotate e per invertire la rotta bisogna garantire le borse di studio, fermare il precariato che caratterizza il mondo accademico e assumere nuovi docenti. Solo così potremo superare il numero chiuso, una selezione all’accesso ingiustificata che blocca il futuro dei giovani.”

Prosegue Giammarco Manfreda, coordinatore della Rete degli Studenti Medi: “Le piazze di oggi ci dicono che gli studenti non sono rassegnati. Lo slogan era ‘Cambiare la scuola per cambiare il paese’ perché crediamo che sia il mondo dell’istruzione a poter determinare una società più giusta. Quello che sta succedendo con l’alternanza scuola lavoro ci dice invece che lo svilimento del lavoro fa breccia anche nella condizione degli studenti. Questo non lo possiamo accettare e domani saremo assieme ai lavoratori in tutta Italia perché non possiamo rimanere indifferenti: siamo noi i lavoratori di domani.”

Concludono Manfreda e Marchetti: “Gli studenti che si affacciano al mondo del lavoro, sia all’interno dei percorsi formativi sia nelle prime esperienze di lavoro, si trovano di fronte allo sfruttamento e alla precarietà. Molti di noi non vedono prospettive in questo paese: la disoccupazione giovanile rimane altissima, il tasso di NEET è tra i più alti in Europa e c’è ormai la convinzione che nessuno della nostra generazione avrà una pensione dignitosa in futuro. Questi dovrebbero essere i problemi da risolvere con urgenza, partendo dalla legge di bilancio che deve segnare subito una svolta!”