Parere del CNSU sul DEF: si cambi per davvero!

By 13 ottobre 2018CNSU, Università

Nella seduta del CNSU dell’11 e 12 ottobre, abbiamo approvato – su su iniziativa del nostro gruppo consiliare – un parere relativo alla Nota di aggiornamento al DEF (Decreto Economia Finanza) dove il governo parla di Fondo integrativo statale (borse di studio), No-tax area e numero chiuso.

BORSE DI STUDIO
Il Fondo integrativo statale è indispensabile per la concessione delle borse di studio. Il nostro Paese, ancora, non ha eliminato la figura dello studente idoneo ma non b
eneficiario di borsa di studio, che ha cioè i requisiti reddituali e di merito ma – per la carenza di finanziamenti statali – non vede garantito il diritto di percepirla riconosciuto dalla nostra Costituzione. L’impegno di stabilizzare le risorse esistenti non basta a eliminare questa vergogna tutta italiana: serve aumentare i fondi per garantirla a tutti gli studenti che ne hanno diritto.

NO-TAX AREA
Abbiamo sempre ritenuto che la soglia ISEE di 13.000 € fosse troppo bassa, essendo poco rappresentativa della popolazione studentesca. Chiediamo che l’impegno preso di innalzamento della no-tax area venga rispettato, ma a tal fine sarà necessario che la quota ad hoc del finanziamento ordinario venga implementata: solo così gli atenei saranno messi nelle condizioni di poter garantire gli stessi servizi non aumentando la contribuzione studentesca.

NUMERO CHIUSO
Alla luce della volontà espressa da questo governo, è necessario che il MIUR si faccia promotore di un iter di discussione per la revisione del percorso di studi a partire dal sistema di accesso in cui devono essere coinvolti tutti i soggetti istituzionali, in primis le rappresentanze studentesche. Ad oggi l’applicazione del numero chiuso non trova, talvolta, idonea giustificazione, sia sul fronte dei numeri chiusi nazionali: basti pensare alla carenza di personale medico nel nostro sistema sanitario a fronte di un numero di ammessi al corso di Medicina e Chirurgia negli ultimi anni pressoché invariato o addirittura diminuito; sia sotto il profilo dei numeri programmati locali di cui si registra una proliferazione dovuta perlopiù al sottofinanziamento e alla carenza di personale docente che ha spinto gli atenei a istituirli anche in casi in cui non vi erano i requisiti previsti dalla normativa nazionale: per questo talvolta è stato il giudice amministrativo a decretarne la illegittimità. Il CNSU ritiene necessario quindi aprire il confronto su questo tema, per ora solo citato nel documento di economia e finanza, attraverso l’inclusione dei soggetti che vivono quella riforma. Infatti per una revisione vera e propria non basta rivedere i criteri d’accesso ma occorrono adeguati finanziamenti, l’implementazione dei percorsi post lauream, l’imprescindibile garanzia del diritto allo studio.

Questi temi costituiscono fondamentale banco di prova per gli studenti universitari, che aspettano se il Governo che si definisce del cambiamento sarà realmente tale, e se dietro gli slogan degli ultimi mesi vi è la reale volontà di imprimere un cambiamento reale o mascherare i soliti problemi a cui da troppo tempo sono costretti gli studenti del nostro Paese!