PIANO SCUOLA_ ATTENZIONE A RIFORMARE LA SCUOLA SENZA RIPENSARE L’UNIVERSITA’

By 3 settembre 2014Università

Sono appena uscite le linee guida sul piano scuola: una riforma che vuole essere partecipata ma che non considera minimamente il mondo dell’università dando una visione di un’istruzione a compartimenti stagni.

Gianluca Scuccimarra Coordinatore dell’Unione degli Universitari dichiara “Nelle linee guida sul piano scuola la scelta di ripensare la scuola senza università è chiara ma in un momento importante in cui si decide di intervenire sulla scuola non possiamo pensare ad un’istruzione fatta a compartimenti stagni: riformare la scuola senza creare ponti di collegamento solidi con il mondo dell’università, che da anni è stata abbandonata a sé stessa, rischia di lasciare il proseguo del percorso di studi (e quindi l’università) al completo sfascio. Non possiamo pensare ad una ‘nuova’ scuola se abbiamo un’università bloccata all’accesso (il 60% dei corsi sono a numero chiuso) che perde 30.000 immatricolati in 3 anni. Un sistema universitario in crisi, con un diritto allo studio insufficiente e sottofinanziato, scarse e precarie prospettive lavorative e la disoccupazione giovanile tra le più alte d’Europa. ”

Prosegue Alberto Irone Portavoce della Rete degli studenti Medi “Orientamento universitario e collegamenti con il mondo del lavoro sono due punti che non possono essere tralasciati nella riforma e nella discussione, il rischio è che si faccia infatti una riforma chiusa in sé stessa e di conseguenza fallace in partenza. Questi, infatti, saranno sicuramente due dei punti fondamentali che porteremo nel confronto e nella discussione.”

 

Conclude Scuccimarra “Crediamo che nel confronto e nelle consultazioni per la riforma della scuola si debba fare un ragionamento strutturato sull’intero mondo dell’istruzione, sui collegamenti indispensabili tra scuola, università e mondo del lavoro, collegamenti senza i quali qualsiasi intervento non avrà la portata riformatrice tanto annunciata. In un Paese in cui il numero di laureati è tra i più bassi in europa non possiamo permetterci di lasciare indietro l’università e lo ribadiremo con forza nei prossimi mesi.”

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