Referendum costituzionale: parte la nostra campagna “kNOw – conoscere per dire no”. #diciamoNO a una riforma che mina rappresentanza e partecipazione

By 7 settembre 2016Numero Chiuso, Università

anteprimaFBreferendum

Il referendum sulla riforma costituzionale che avrà luogo nei prossimi mesi è sicuramente uno degli appuntamenti elettorali più importanti degli ultimi anni. In seguito a una discussione interna e ai momenti di dibattito esterni alle nostre organizzazioni, come Unione degli Universitari e Rete degli Studenti Medi abbiamo deciso di esprimere la nostra contrarietà a questa riforma e di mettere in campo una nostra campagna per informare e spiegare le ragioni del nostro NO.

Elisa Marchetti, coordinatrice nazionale dell’Unione degli Universitari, dichiara: “Questa riforma della Costituzione, sebbene sia la più imponente per quanto riguarda il numero di articoli interessati, rischia di essere ricordata per la sua fumosità. È evidente come essa sia figlia di compromessi tra idee profondamente diverse, che di fatto tracciano un disegno estremamente caotico dell’apparato statale, affidando alle leggi di attuazione la definizione di troppi aspetti importanti, che invece sono estremamente vaghi nel “ddl Boschi”. Basti pensare alla riforma del Senato, messa in campo con il dichiarato intento del governo di trasformarlo in una camera delle regioni. La sua nuova natura però, risulta decisamente ambigua, sia per quanto riguarda la sua composizione, che per le sue competenze. Inoltre, se la riforma dovesse essere confermata, i rapporti tra Governo e Parlamento sarebbero ridisegnati a netto vantaggio del primo, poiché verrebbero meno molti dei contrappesi voluti dai Costituenti. Inoltre vengono inflitti duri colpi anche agli strumenti di democrazia diretta, come referendum abrogativi e leggi di iniziativa popolare, per i quali aumenterebbe significativamente il numero di firme necessarie: riteniamo estremamente negativa questa modifica, che rischia di allontanare ancora di più i cittadini dalla politica, in un momento di già profonda difficoltà dei corpi intermedi.”

Giammarco Manfreda, coordinatore della Rete degli Studenti Medi, dichiara: “Inoltre la riforma, andando a modificare il titolo V della costituzione, interesserà anche un ambito cruciale per noi studenti, le competenze sul diritto allo studio, che però sono ridisegnate in modo estremamente vago, fattore che desta forte preoccupazione per la successiva definizione delle norme di attuazione. Questa riforma costituzionale, modificando molti aspetti sostanziali del funzionamento dello Stato, necessita di essere esposta chiaramente e correttamente, senza politicismi o tatticismi, non solo perché va a toccare alcune garanzie democratiche presenti nella Costituzione nata dalla Resistenza, ma anche perché comporterà modifiche dei rapporti all’interno del sistema politico.
Come sindacati studenteschi abbiamo ritenuto necessario esprimere una posizione chiara su un tema centrale come questo,  con l’intento di dare il nostro contributo per favorire una partecipazione studentesca consistente e consapevole”.

Concludono Marchetti e Manfreda: “Nelle prossime settimane ci impegneremo per informare sui contenuti della riforma e approfondiremo le ragioni del nostro “NO” al prossimo referendum costituzionale. La campagna referendaria sin dall’inizio è stata profondamente caratterizzata da una polarizzazione del dibattito sulla figura e sul futuro politico del Presidente del Consiglio. A rimetterci è stata la discussione sui contenuti della riforma, che finora ha trovato troppo poco spazio.
La nostra vuole essere una campagna per la consapevolezza e la partecipazione: per questo il nostro intento è di ampliare lo spazio di dibattito nel merito della riforma, organizzando iniziative territoriali e diffondendo materiali informativi, partendo innanzitutto da scuole e università e rivolgendoci, poi, a tutta la cittadinanza. Infine, visto che ad oggi non è consentito poter votare nel Comune dove si è fuorisede per motivi di studio o di lavoro, abbiamo predisposto un form per raccogliere le adesioni di tutti coloro che si rendono disponibili ad essere indicati come rappresentanti di lista, per poter votare in una città diversa dalla propria.”

Qui il link del form per i fuorisede: https://goo.gl/forms/X9Zq4pWw6IZa3XJJ2