Riforma accesso università deve essere vera- no a spot elettorali, ecco le priorità degli studenti per aprire il sistema

By 21 maggio 2014Università

Il Ministro Giannini ha annunciato, attraverso Facebook, l’intenzione di superare il sistema dei test per l’accesso ai corsi di laurea a numero programmato, e di voler definire entro Luglio le nuove modalità d’accesso, sul modello di quelle adottate in Francia.

Dichiara Alberto Irone, portavoce nazionale della Rete degli Studenti Medi: “Siamo felici che finalmente si voglia rimettere in discussione la lotteria dei test d’ingresso, come da anni chiediamo, ma qualsiasi riforma deve partire dal dialogo con gli studenti e dall’apertura immediata di un tavolo di confronto. Il tema dell’ accesso all’università è molto delicato perché condiziona il futuro di decine di migliaia di giovani, e non può essere affrontato frettolosamente o con scelte unilaterali del ministero.”

Continua Gianluca Scuccimarra, coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari: “Innanzitutto la Ministro non nega minimamente  la programmazione degli accessi, mentre secondo noi la prospettiva è necessariamente quella di un sistema aperto, che garantisca a tutti la libera scelta del proprio percorso di studio, superando la logica per cui il diritto all’accesso e alla conoscenza è subordinato alla programmazione del fabbisogno di professionalità. Si parla,poi, in maniera molto semplicistica del “modello” francese, senza affrontare le reali implicazioni e, soprattutto, i limiti. Il sistema adottato in Francia, infatti, è impostato su una rigida selezione al secondo anno, che genera un’estrema competizione tra gli studenti, e spesso non garantisce la prosecuzione di un percorso formativo coerente a chi non supera la prova. Nella selezione in itinere come quella francese, poi, vi è sempre il rischio di aumentare il potere discrezionale dei docenti, se non lo si bilancia con adeguati elementi di oggettività nella valutazione degli studenti”.

Conclude Scuccimarra: “Per riformare davvero il sistema non basta eliminare i test, sono necessari interventi che partono dall’orientamento scolastico, passano da una politica seria di investimenti nel sistema universitario,  dalle specializzazioni, fino all’accesso al mercato del lavoro. Siamo a pochi giorni dalle elezioni europee: se questa uscita sul numero chiuso non è solo uno spot elettorale, la Ministro, che è anche candidata, lo dimostri programmando immediatamente il tavolo di confronto con gli studenti.”

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