Riordino delle classi di concorso: grazie alle nostre battaglie, finalmente anche i laureati di scienze politiche potranno insegnare!

By 21 gennaio 2016CNSU 2013-16, Università
Immagine insegnamento SciPol CNSUIl Consiglio dei Ministri di ieri ha approvato il nuovo decreto di riordino delle classi di concorso, che tra le varie novità permette l’accesso all’insegnamento anche a molte delle classi di laurea precedentemente non previste, in particolare ai laureati in scienze politiche, finora assurdamente esclusi da ogni classe di concorso (classi di laurea specialistica LS 60 – Relazioni Internazionali e LS 70 – Scienze della Politica, e alle classi di laurea magistrale LM 52 – Relazioni internazionali LM 62 Scienze della politica).
“Questo risultato – commenta Ester Peruffo, capogruppo Udu – Liste Indipendenti in CNSU – arriva al termine di un lungo percorso iniziato a giugno 2014, quando come gruppo abbiamo presentato una mozione in CNSU chiedendo proprio l’accesso all’insegnamento per i laureati in Scienze Politiche. La mozione è stata approvata all’unanimità e da quel momento l’abbiamo portata all’attenzione del Ministro, di altri dirigenti del MIUR, ma anche delle commissioni parlamentari in più occasioni. Si tratta del primo grande risultato ottenuto dall’Organo, un risultato che premia il lavoro portato avanti con costanza ed impegno e lo rivendichiamo con orgoglio. Successivamente abbiamo anche proposto un documento che trattasse in generale della formazione dei docenti e dell’accesso all’insegnamento secondo la Legge 107 nel 2015, “La Buona Scuola” di Renzi, che è stato approvato all’unanimità.”
“Il decreto era indispensabile – conclude Jacopo Dionisio, coordinatore nazionale dell’Udu – anche se non risolve tutte le criticità presenti nella bozza e non prevede alcuni miglioramenti che avevamo segnalato sia attraverso un’altra mozione del CNSU che nelle memorie che abbiamo presentato alle VII Commissioni di Camera e Senato. È un passo avanti perché sana alcune lacune e alcuni errori del passato, ma riteniamo che delle cose dovranno essere modificate, anche per eliminare problemi di interpretazione a cui sono soggette le tabelle allegate.”