Solidarietà agli studenti bielorussi arrestati!

By 21 marzo 2017Sociale, Università

Not parasites.

Dal 3 di marzo si stanno svolgendo proteste in diverse città della Bielorussia.

Cittadini e studenti si sono mobilitati in seguito all’approvazione della “Legge contro i parassiti della società” voluta dal presidente Lukashenko, un provvedimento assurdo che impone a chi lavora per meno di 183 giorni all’anno il pagamento di una tassa equivalente a 250 dollari (lo stipendio medio mensile è di 380$). La pena per il mancato pagamento, oltre a una multa, prevede due settimane di detenzione.  
Il 15 marzo si è tenuta a Minsk una grande protesta autorizzata per la prima volta dalle autorità, infatti in Bielorussia non è consentito protestare senza un permesso ufficiale, il quale è sostanzialmente impossibile da ottenere.

Nonostante l’autorizzazione, molti studenti hanno ricevuto ammonimenti e minacce dalle Università finalizzate a scoraggiare la partecipazione alla manifestazione. Molte delle università hanno infatti spostato l’orario delle lezioni per impedire agli studenti di protestare (in alcune le lezioni si sono protratte fino alle 22) e hanno richiesto le liste degli assenti per valutarne l’espulsione. Alcune istituzioni universitarie hanno spinto gli studenti a firmare una dichiarazione in cui si affermava che essendo a conoscenza delle leggi sugli eventi pubblici il firmatario non avrebbe partecipato alla marcia di protesta.

Infine, diversi studenti sono stati arrestati per aver preso parte al corteo e attualmente molte persone sono in arresto o condannate a pene pecuniarie.

Esprimiamo la nostra solidarietà e condanniamo assieme a BOSS e BSA le misure prese contro gli studenti che hanno esercitato il loro diritto a manifestare pacificamente. Siamo convinti che la libertà di espressione sia un diritto fondamentale e che le azioni adottate dalle autorità universitarie siano inaccettabili. Chiediamo che una volta per tutte sia riconosciuta agli studenti bielorussi la libertà di organizzarsi liberamente e di esprimere le proprie opinioni.