Solo slogan su università e ricerca nella legge di stabilità / le contro-slides degli studenti illustrano il disastro che si abbatte sull’istruzione pubblica

By 12 novembre 2014Università

In questi giorni entra nel vivo in discussione in parlamento sulla Legge di Stabilità, una discussione che ancora una volta non da nessuna risposta al forte sotto-finanziamento del mondo dell’Università e della ricerca italiana. Per questo gli studenti hanno voluto provocatoriamente inviare al governo Renzi le loro contro-slides che raccontano la vera situazione dell’istruzione superiore del nostro Paese.

Gianluca Scuccimarra, coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari (UdU) : “Ancora una volta dietro gli slogan del governo c’è solo fumo, ancora una volta manca qualsiasi tipo di progettualità sul mondo universitario, qualsiasi tipo di investimento concreto. Per rispondere ad una legge di stabilità dove non solo non si sanano i tagli degli scorsi anni, ma si continua a sottrarre fondi a quello che dovrebbe essere il settore fondamentale per il rilancio del nostro Paese, come Unione degli Universitari abbiamo raccolto in una serie di contro-slides i veri dati che dipingono una situazione disastrosa”.

Conclude Scuccimarra : “Altri 260 milioni di euro di tagli per i prossimi tre anni al Fondo di Finanziamento Ordinario degli Atenei, 42 milioni di euro di tagli agli enti di ricerca, conferma del blocco del turn over che ha già fatto perdere 10.000 docenti alle nostre università, estensione della precarietà nella ricerca e per finire 50mila borse di studio a rischio a causa del patto di stabilità. Questi sono solo alcuni dei dati racchiusi nella nostra indagine-denuncia. Una sola la conclusione, il governo deve decidere se vuole puntare veramente sui giovani e sugli studenti per creare un nuovo modello di sviluppo per il nostro Paese. Se continueranno ad arrivare solo prese in giro gli studenti non si fermeranno e continueranno a scendere in piazza e mobilitarsi dal 17 novembre (giornata internazionale per il diritto allo studio) fino allo sciopero generale del 5 dicembre.”

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