Terza vittoria contro gli aumenti della tassazione studentesca : l’università di Pavia dovrà restituire oltre 1,7 milioni di euro.

By 16 gennaio 2014dai territori

Il terzo ricorso contro l’aumento sconsiderato della tassazione studentesca portato avanti dal Coordinamento per il diritto allo studio – UDU Pavia è stato accolto dal TAR di Milano.

Questa è l’ulteriore dimostrazione di quanto gli atenei negli ultimi anni, illegittimamente, abbiano fatto pesare i costi dell’università sempre di più sulle spalle di noi studenti a causa dei continui ed ingenti tagli all’istruzione.

Gianluca Scuccimarra Coordinatore nazionale Unione degli Universitari “ Il fatto che il TAR abbia accolto il ricorso dell’ UDU Pavia, annullando per la terza volta consecutiva il bilancio 2012 dell’ateneo pavese per lo sforamento della soglia del 20% posta alla contribuzione studentesca, è la dimostrazione di come i tagli all’istruzione pesino ancora una volta, solo e sopratutto, sulle spalle di noi studenti, schiacciati da un aumento della tassazione illegittima. Negli anni scorsi avevamo denunciato lo sforamento di ben 36 atenei alla soglia del 20% per un totale di oltre 200 milioni di euro ‘ rubati ‘ agli studenti, situazione a cui l’ex Ministro Profumo aveva posto dei palliativi atti a permettere un aumento ulteriore della tassazione senza che gli atenei potessero risultare fuorilegge, quali erano.”

 

“Con un quarto ricorso ancora pendente stiamo cercando di dimostrare che la norma introdotta dal Governo Monti – e che, solo per il 2012, ci ha scippato quasi 2 milioni e mezzo di euro, ma che per il 2013, applicandosi integralmente, è molto più dannosa – non può trovare applicazione ed è comunque incostituzionale” dichiara il segretario del Coordinamento per il diritto allo studio UDU Pavia Luca Zecchin “Chiediamo, in ogni caso, che questa iniqua e orrenda norma venga modificata, a tutela dei diritti degli studenti e del carattere pubblico e aperto a tutti dell’Università”

Conclude Scuccimarra “Il limite del 20% non è un parametro indicativo, bensì vincolante posto a tutela del diritto allo studio nonché al diritto costituzionale d’accesso ai gradi più alti dell’istruzione a prescindere dalle proprie condizione socio economiche di partenza. I tagli continui all’istruzione e al diritto allo studio non possono e non devono diventare motivo per gli atenei di incrementare la contribuzione studentesca, già tra le più alte a livello europeo: la contribuzione non può essere commisurata in base al servizio fruito ma alla condizione reddituale di chi ne fruisce. L’università pubblica è un bene che per Costituzione deve essere accessibile a tutti, per questo continueremo a batterci: per un’istruzione aperta a tutti!”

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