Test d’ingresso 2016: gli studenti sono buttati fuori dall’università. E’ necessario andare verso il libero accesso

By 6 settembre 2016Numero Chiuso, Università

MIUR_test_2016In concomitanza con i primi test di quest’anno, che si svolgeranno oggi e che riguarderanno i corsi di Medicina e Chirurgia e Odontoiatria e protesi dentaria, questa notte come UDU e Rete degli Studenti Medi siamo stati protagonisti di un blitz al MIUR. Inoltre, anche quest’anno saremo presenti negli atenei di tutta Italia per distribuire la nostra “Guida al Test sicuro”: al suo interno è indicato tutto ciò che deve accadere per far sì che il test si svolga in maniera regolare, evitando quindi che prove inique e fallaci vadano a condizionare il futuro di studenti già pesantemente danneggiati da questo sistema di accesso.

I test proseguiranno i prossimi giorni con Medicina veterinaria (7 settembre) e Architettura (8 settembre), per chiudere il 13 e 14 con Professioni Sanitarie e Medicina e Chirurgia in lingua inglese.

Siamo poi pronti a raccogliere ogni segnalazione di irregolarità al nostro indirizzo mail: ricorsi@unionedegliuniversitari.it

Dichiara Elisa Marchetti, coordinatrice nazionale dell’Unione degli Universitari: “Questa notte siamo stati protagonisti di un blitz al MIUR, con il quale abbiamo messo in luce le principali storture dell’attuale sistema. Non soltanto abbiamo voluto ribadire la nostra contrarietà a qualsiasi forma di numero chiuso, ma abbiamo denunciato che quella che avviene con il test è una selezione all’ingresso che di fatto si basa su elementi aleatori, e su cui incidono fortemente una serie di fattori che nulla hanno a che vedere con la capacità e la volontà del candidato di affrontare un determinato corso di studi. Davanti ad una drammatica riduzione degli studenti che si iscrivono all’università, il Ministero risponde nel peggiore dei modi. I bandi contengono elementi peggiorativi rispetto al passato, come la diminuzione sostanziale dei posti disponibili (se ne perdono più di 1000, di cui 300 a medicina) e la chiusura anticipata delle graduatorie al termine del primo semestre, lasciando immaginare che questo comporterà un’ulteriore riduzione dei posti. In questo modo moltissimi potenziali studenti sono buttati fuori dalle università, e si vedono negata la possibilità di scegliere il proprio futuro. È venuto il momento di dire basta.”

Continua Gianmarco Manfreda, coordinatore nazionale della Rete degli Studenti Medi: “Sempre più studenti si trovano impreparati al momento della scelta del proprio percorso universitario: molti decidono proprio di non iscriversi, altri scelgono inconsapevolmente, non avendo avuto gli strumenti per poter valutare attentamente le varie possibilità. Per altri ancora la scelta è influenzata da vincoli di carattere economico. La risposta a tutti questi problemi non può di certo essere il numero chiuso. E’ necessario investire per poter garantire un futuro ai tanti ragazzi che, concluso il percorso delle scuole superiori, vogliono proseguire gli studi all’università. Per questo, come studenti medi, diciamo che è necessario non solo superare il numero chiuso, ma anche prevedere seri programmi di orientamento negli ultimi anni delle scuole superiori, in modo da poter permettere agli studenti di fare una scelta consapevole: bisogna pensare a scuola e università come due percorsi non distinti bensì in continuità.”

Concludono Marchetti e Manfreda: “Investire nell’istruzione e nella formazione dei giovani significa investire nel futuro stesso del Paese. Si torni ad investire nell’Università, a cominciare da una riforma che elimini il numero chiuso e vada verso il libero accesso, riconoscendo a tutti gli studenti il diritto allo studio, sancito in Costituzione, e la possibilità di determinare liberamente il proprio futuro.”