Troppi avvocati? In realtà le immatricolazioni calano. No al numero chiuso a Giurisprudenza

By 25 ottobre 2015Numero Chiuso, Università

andrea-orlando-ministro-2Si è svolto questo fine settimana a Padova il Congresso nazionale dell’Associazione Italiana Giovani Avvocati. Tra i tanti ospiti del congresso il Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, il quale è tornato a parlare della riforma del corso di laurea di giurisprudenza, che vede coinvolti ormai da mesi tutte le componenti del mondo forense. Il Ministro, parlando di un provvedimento che disciplini l’accesso al corso di laurea, ha affermato che: “La strada in parte ricalca quella che a suo tempo è stata seguita per le facoltà di Medicina, in considerazione del fatto che il numero degli avvocati è cresciuto nel corso di questi anni in modo esponenziale”.

Jacopo Dionisio, coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari, dichiara: “Le parole del Ministro sono profondamente distanti da quella che è la realtà. Guardando i numeri di immatricolati e iscritti al corso di laurea di Giurisprudenza, ci si rende perfettamente conto dell’emorragia di studenti che si sta verificando negli ultimi anni: dal 2011/2012 si sono persi 8000 immatricolati e 13000 iscritti circa. Questo testimonia proprio come sia urgente e necessario un intervento a riguardo che vada, però, in direzione opposta rispetto a quanto proposto dal on. Orlando, prevedendo, invece, una riforma del corso in modo da renderlo più attuale.”

Conclude Dionisio: “Le parole del Ministro confermano ancora una volta come l’intenzione sia quella di dare ancora ascolto agli interessi degli Ordini professionali, proponendo un modello escludente, già presente in altri corsi di studi e che ha già dimostrato tutte le proprie lacune. L’UDU da sempre si è battuta per un’università che sia realmente accessibile a tutti, per questo rigettiamo con forza l’ipotesi di un nuovo corso a numero chiuso: pretendiamo invece un costante coinvolgimento degli studenti, così come richiesto anche dal CNSU, in modo da poter arrivare ad una riforma che recepisca le nostre istanze e renda attrattivo il corso di laurea di Giurisprudenza.”