UDU Cagliari: Sequestrata sede dell’associazione senza preavviso/ gravissimo comportamento immotivato del Rettore

By 28 aprile 2014dai territori

L’associazione Udu Cagliari intende denunciare la pesante ed eccessiva decisione del Rettore dell’Università di Cagliari, Giovanni Melis, di cambiare la serratura della porta principale, e quindi di chiudere l’accesso alla sede dell’associazione, in condivisione con l’associazione studentesca Jan Palach, in via Ospedale, presso il Palazzo delle scienze.

La serratura del portone è stata cambiata la mattina di venerdì 18 aprile (a pochi giorni da Pasqua e a vacanze praticamente iniziate) senza alcun preavviso all’associazione.

Le motivazioni che il Rettore ha addotto a difesa della sua scelta sono da ricercare in alcuni fatti avvenuti dentro la sede (danneggiamento di beni già prontamente aggiustati e\o sostituiti) e dentro il Palazzo delle scienze. In particolare per questi ultimi non c’è ad oggi nessuna chiarezza sulla dinamica e nessuna evidenza che attribuisce la responsabilità all’associazione, vista la possibilità di accesso al Palazzo tramite altri ingressi, oltre la comunicazione della sede con alcuni spazi interni a esso.

La decisione è stata presa senza alcun tipo di avvertimento o possibilità di spiegazione, tanto che ci siamo visti chiudere all’interno della sede beni durevoli e materiali a noi appartenenti.

La sede, utilizzata dall’Udu Cagliari e dalla Jan Palach per riunioni (anche di altre associazioni), sala studio, cineforum, attività ludiche, iniziative culturali e feste studentesche, rappresenta un importantissimo punto di ritrovo per gli studenti dell’Università di Cagliari, oltre che una fondamentale base operativa per le due associazioni.

Quanto accaduto, è in linea con una visione politica che non vuole riconoscere il fondamentale ruolo svolto dalle associazioni universitarie, che ora si ritroveranno senza una sede a cui appoggiarsi, nella creazione di spazi di condivisione e incontro all’interno della popolazione studentesca e giovanile.

Riteniamo quindi ingiustificabile e dispotica la decisione del Rettore di chiudere l’accesso alla sede, uno dei pochissimi spazi universitari veramente fruibili dagli studenti e tenuto vivo da spirito aggregativo e di inclusione molto spesso difficili da promuovere altrove all’università.

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