UDU E RETE DEGLI STUDENTI MEDI: OBIETTIVO RAGGIUNTO PER LA CAMPAGNA SUI DIRITTI DI CITTADINANZA L’ITALIA SONO ANCH’IO

By 6 marzo 2012Sociale

CONSEGNA FIRME ALLA CAMERA, LA BATTAGLIA NON PUO’ E NON DEVE FINIRE!

 L’Unione degli Universitari e la Rete degli Studenti Medi sono orgogliosi dell’ottimo risultato raggiunto dalla campagna “l’Italia sono anch’io”. Sono state infatti raccolte oltre 50.000 firme per presentare in Parlamento una doppia proposta di legge di iniziativa popolare riguardante il diritto di cittadinanza per i migranti e per le cosiddette seconde generazioni, con l’introduzione dello ius soli al posto del vigente ius sanguinis, e l’introduzione del diritto di voto alle elezioni amministrative per gli stranieri residenti.

Dichiarano gli studenti: “ siamo fieri del lavoro svolto da tutti i nostri comitati sparsi per le varie regioni d’Italia che in questi mesi hanno non solo organizzato banchetti nelle piazze per la raccolta delle firme, ma hanno anche organizzato iniziative, flash-mob e conferenze nelle scuole e nelle università per portare la nostra generazione a conoscenza di un tema cosi importante per il paese quale quello del diritto alla cittadinanza”.

Continuano: “ sin da subito abbiamo aderito alla campagna in quanto riteniamo fondamentale il riconoscimento del diritto alla cittadinanza. Per noi la frase “ chi nasce e cresce in Italia è italiano “ è un dato di fatto che non può non tradursi in diritto soprattutto in un Paese come l’Italia che ha ben 5 milioni di migranti di cui oltre 1 milione di ragazzi nati e cresciuti qui.

I nostri compagni di banco, i nostri colleghi di università, i nostri amici di origine straniera pur essendo italiani nel loro status sociale e nel loro modus vivendi, vivono in una condizione di precarietà sul riconoscimento dei loro diritti e noi continueremo a lottare affinchè queste discriminazioni abbiano fine”.

Concludono gli studenti:” oggi verranno depositate alla Camera le proposte di legge popolare e mentre si chiude una fase della nostra battaglia, che ha visto la partecipazione di una larghissima fetta di società civile che ancora una volta, cosi come è avvenuto per il referendum sull’acqua pubblica, ha dimostrato di essere molto più di larghe vedute rispetto alle istituzioni, si apre un’altra fase, la più difficile. Adesso infatti  la questione passa alla nostra classe politica che avrà il compito di tramutare la proposta di legge in legge.

Noi non ci fermeremo. Continueremo con le nostre assemblee, con le nostre manifestazioni e con le nostre iniziative in tutta Italia per mantenere sempre alta l’attenzione della società civile e delle istituzioni politiche sui diritti di cittadinanza”.