Forlì Università aperta. Lettera al rettore: tolga il numero chiuso!

forlìL’UDU Forlì scrive al Rettore: tolga il numero chiuso locale e appoggi la nostra battaglia contro il numero chiuso a livello nazionale!

Di seguito il testo inviato dagli studenti di Forlì:

“Al Magnifico Rettore Professor Francesco Ubertini

Per conoscenza al Preside della Scuola di Scienze Politiche Professor Paolo Zurla

Magnifico Rettore, siamo l’Unione degli Universitari di Forlì e le scriviamo in merito alla questione del numero chiuso. Sono mesi che tali vicende riempiono le colonne sui giornali locali e nazionali. Ogni momento diventa l’occasione adatta per chiedersi se questo sia il metodo più efficace per effettuare una selezione dei futuri studenti universitari. Le posizioni sono due: da un lato c’è chi ritiene che con questo sistema ad entrare nelle facoltà universitarie siano studenti meritevoli, dall’altro chi ritiene che generi semplicemente una scrematura priva di qualsiasi logica affidata solo in minima parte alla preparazione.

Noi apparteniamo alla seconda categoria di pensiero. La discussione che portiamo avanti da anni fa sì che le nostre posizioni non siano cambiate nel tempo. Partendo dai test di medicina, con annessi ricorsi, abbiamo sempre ritenuto che l’università dovesse essere un luogo di formazione accessibile e pubblico e che l’ammissione non potesse essere subalterna ad alcun test ma dovesse invece essere libera. Oltre a non essere attendibili, i test non sono un metodo meritocratico per effettuare una selezione: trasformano gli studenti in numeri senza mostrarne il potenziale individuale affidando tutto al tempo necessario per riempire quelle crocette. La somministrazione dei test ci ricorda volta per volta quanto la nostra università sia stata sacrificata con continui tagli ai finanziamenti generando una situazione di diritto allo studio che ci colloca negli ultimi posti Europei.

Ci siamo sempre opposti al numero programmato in tutte le sedi possibili. Il nostro dissenso è stato costante, insieme al tentativo di riportare l’Università pubblica a quando pubblica lo era per davvero. Negli ultimi tempi la nostra posizione si è dimostrata più che giusta, in primo luogo perché alla luce della sentenza del TAR del Lazio contro l’Università Statale di Milano apprendiamo che oltre che sbagliata la scelta del test è anche illegittima. In secondo luogo, con il nuovo accademico ne abbiamo avuto anche la certezza empirica: i posti messi a disposizione con numero programmato per le matricole nei diversi corsi di laurea appartenenti alla Scuola di Scienze politiche nell’anno accademico 2017/2018 non sono stati totalmente riempiti. Nell’ A.A. 2016/2017 gli immatricolati al corso di Scienze internazionali e Diplomatiche erano 530, quest’anno invece sono stati meno di 430. Arrivando al paradosso che il test deliberato nello scorso Anno Accademico ha concesso praticamente l’iscrizione di tutti coloro che hanno effettuato il test nelle sessioni di aprile, luglio e agosto. Addirittura vi è stata la necessità di indire un bando straordinario di 89 posti al fine di coprire le immatricolazioni.

Questa politica è stata adottata anche per i corsi con sede a Bologna SPOSI (Scienze Politiche, Sociali e Internazionali), riproponendo addirittura 128 posti e Sviluppo e Cooperazione internazionale che ha vacanti altri 65 posti. Proprio la decisione di proporre questo bando straordinario, le cui inscrizioni scadono oggi, Vi dovrebbe mettere davanti all’evidenza di questa sconfitta: il numero chiuso non funziona ma anzi danneggia l’Ateneo che vede un calo delle iscrizioni. Il fallimento di questo sistema si manifesta inoltre in tutti quegli studenti costretti a muoversi tra le regioni d’Italia per poter effettuare il test TOLC-E, sostenendo costi che influiscono sul bilancio familiare. Il fallimento di questa metodologia Ve lo mostrano le modalità poco chiare della prova e che tengono i ragazzi in bilico fino all’ultimo, senza avere la possibilità di garantirsi un alloggio o di avere una certezza per il futuro percorso di studi.

Insieme alla sentenza del TAR, sono le evidenze a dirVi che il numero programmato non funziona e non funzionerà mai. In questa lettera, alla luce di quanto detto vi chiediamo di ammettere tutti i ragazzi iscritti al test selettivo proposto dal bando straordinario per i corsi
sopra indicati per l’A.A. 2017/2018 e chiediamo l’abrogazione del numero programmato per gli stessi già dall’A.A. 2018/2019. Ci rendiamo inoltre disponibili per un qualsiasi confronto con Lei e con l’Amministrazione. Se il Suo vuole essere un ateneo di eccellenza deve dare a tutti la possibilità di accedervi per potervi donare il proprio contributo. Tutti hanno diritto ad inseguire le proprie aspirazioni il suo dovere è quello di garantirglielo, fornendo un’istruzione adeguata ed accessibile. Inoltre, Le chiediamo di appoggiare la battaglia per l’abrogazione della legge 264/1999 perché il numero programmato è una negazione del diritto allo studio.

La ringraziamo per la cortese attenzione.

Cogliamo l’occasione per porgerLe Distinti Saluti,

Unione degli Universitari-UDU Forlì”