NUOVO PESANTE ATTACCO ALL’UNIVERSITA’. “NON SODDISFATTI PER LA CRISI DEGLI ISCRITTI, MONTI E PROFUMO ORA SI ACCANISCONO CONTRO GLI STUDENTI E IL DIRITTO ALLO STUDIO”

By 1 febbraio 2013Università

 

 

 

Il Governo dimissionario di Monti e Profumo vuole lasciare il segno in materia di università e in questi giorni sta lavorando nell’ombra proprio per lasciare una bella sorpresa per tutti i futuri studenti. Senza alcun confronto pubblico o con gli studenti, cercando di approvare tutta una riforma nel silenzio generale e di tutta fretta, Profumo vuole ora colpire il diritto allo studio e gli studenti che proprio per la loro condizione economia hanno più difficoltà a sostenere il costo degli studi universitari, nonostante il merito.

Michele Orezzi, Coordinatore dell’Unione degli Universitari, dichiara: “Proprio pochi giorni fa è arrivata l’ultima denuncia del degrado e della crisi che caratterizzano il nostro sistema universitario. Anche il CUN ha riconosciuto che il numero di borse di studio è basso e in continua diminuzione a fronte di tasse in continuo aumento e servizi sempre più scadenti. Ora questo Governo dimissionario vuole stravolgere completamente l’attuale sistema di diritto allo studio accanendosi contro la parte più debole degli studenti universitari. Rifiutiamo questo accanimento contro gli studenti”.

Il nuovo decreto ministeriale che il Governo dimissionario vorrebbe approvare a giorni prevede una forte diminuzione del numero di studenti che potranno ricevere la borsa di studio, una diminuzione dell’importo delle borse e la creazione di vere e proprie gabbie geografiche, con una forte discriminazione tra studenti del nord, del centro e del sud.

Diminuzione dei borsisti

Nel decreto sono previsti numerosi interventi per limitare il più possibile il numero di studenti che potranno avere diritto alla borsa di studio. Il Governo vuole quindi diminuire il numero di studenti borsisti, nonostante in Italia siano poco più di 150 mila gli studenti che ricevono una borsa di studio, a fronte di più di 550 mila in Francia e Germania e più di 230 mila in Spagna. Si passa dall’inasprimento dei requisiti sugli esami universitari e sulla condizione economica alla indicazione di un limite veramente assurdo, ma che pur di tagliare ulteriormente il numero di studenti borsisti il Governo dimissionario vuole attuare: limiti di età per l’iscrizione all’università.

Diminuzione dell’importo delle borse di studio

L’importo della quota che effettivamente riceveranno gli studenti borsisti sarà diminuita notevolmente. Da una riduzione tra il 7% e il 12% per gli studenti in sede e pendolari, si passa ad una riduzione del 45% per gli studenti fuori sede che richiederanno la residenza gratuita. Si arriva al paradosso per cui uno studente fuori sede dovrebbe pagarsi il materiale didattico e tutte le spese di mantenimento alla vita universitaria, salvo alloggio e ristorazione, con poco più di 100 euro al mese: in alcuni casi addirittura insufficienti per l’acquisto dei testi universitari.

Discriminazioni territoriali Nord-Centro-Sud

Il Governo dimissionario vuole inoltre andare a creare una discriminazione tra le aree geografiche del Paese. In base alla propria condizione economica infatti uno studente vedrà valutate le proprie condizioni a seconda della Regione in cui si troverà a studiare. Se per gli studenti del nord sarà un po’ più semplice ambire ad una borsa di studio, per gli studenti del Centro Italia sarà più facile essere considerati “ricchi” e nel Sud Italia sarà ancora più complicato poter ambire ad una borsa di studio. Una grave discriminazione geografica che mortifica il diritto allo studio.

La denuncia del sindacato studentesco

“Dopo il crollo delle immatricolazioni e del numero di iscritti” commenta Michele Orezzi, Coordinatore dell’Unione degli Universitari “riconosciuto ora anche dal CUN, non solo il Governo non vuole riconoscere l’emergenza nazionale dell’università italiana, ma si accanisce contro i più deboli ed attacca un diritto costituzionale. Da dove viene tanto sadismo istituzionale proprio non lo sappiamo”.

Continua Orezzi: “In Francia e in Germania hanno quasi quattro volte il nostro numero di borse di studio, in Spagna il doppio: possibile che siamo noi studenti italiani ad essere così stupidi da non meritarcele? Oppure abbiamo dei Governi che non si meritano minimamente di guidare il Paese non essendo in grado di riconoscere le vere priorità? Negli ultimi anni più di 30 mila studenti capaci e meritevoli ma privi di mezzi non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato, ogni giorno questi Governi calpestano e disprezzano la nostra Costituzione e il nostro futuro”.

L’Unione degli Universitari annuncia quindi azioni immediate: “Dopo anni di umiliazioni e tagli non assisteremo all’ultimo attacco all’università, a questo insensato accanimento sulla parte più debole degli studenti. Questo Governo dimissionario, Monti e Profumo, devono tutti arretrare immediatamente. L’ideologia del taglio all’università ha già prodotto danni a sufficienza in questi anni. Ora sarà mobilitazione. Dai prossimi giorni in tutta Italia spiegheremo agli studenti quello che il Governo stava cercando di nascondere a tutti, faremo vedere l’odio che viene covato nei confronti dell’università pubblica e nei confronti degli studenti più sfortunati. Nessun Governo ci potrà fermare: saremo noi e tutti gli studenti italiani a fermare questo scandalo e questo ultimo gravissimo accanimento sull’università in crisi”.

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