UdU su dichiarazioni Profumo: “Basta insulti all’intelligenza degli studenti”

By 22 febbraio 2013Università

“Ora basta” così Michele Orezzi, Coordinatore dell’Unione degli Universitari, commenta le dichiarazioni del Ministro Profumo rilasciate ieri alla stampa. “Prima il Ministro ha provato a negare l’evidenza, poi ha detto che non avremmo capito bene cosa voleva fare e ora insulta l’intelligenza degli studenti italiani. Siamo stanchi di essere presi in giro”.

Continua Orezzi: “La verità è che i fondi per le borse di studio già ora sono aumentati e questo è dovuto esattamente all’aumento delle tasse studentesche voluto dal Ministro Profumo. In molte Regioni è raddoppiata la tassa per il diritto allo studio. Le borse in più che abbiamo quest’anno sono quelle che gli studenti stanno pagando a causa dell’aumento delle tasse. Il decreto non solo non prevede un euro in più per le borse, ma riduce il numero di studenti che potranno richiederla. Se oggi quindi in alcune Regioni si raggiunge la copertura totale, migliaia di studenti saranno tagliati fuori dal sistema delle borse proprio a causa del decreto. Non un euro in più e criteri restrittivi per ottenere le borse, questo è il decreto Profumo”.

Il sindacato studentesco ha più volte denunciato il taglio dell’importo delle borse di studio e il taglio di studenti che potranno ottenere la borsa previsto dal decreto Profumo.

Conclude Orezzi: “E’ veramente vergognoso come il Ministro dimissionario menta spudoratamente prendendo in giro gli studenti. Le borse in più di quest’anno sono finanziate con le nostre tasse e il decreto non c’entra niente. Non siamo stupidi, nonostante l’arroganza di questo Ministro dimissionario sappiamo leggere e siamo in grado di capire esattamente cosa vuole fare Profumo. Questo Ministro sta insultando l’intelligenza degli studenti, raccontando menzogne per forzare la mano e stravolgere il diritto allo studio con un Governo dimissionario delegittimato persino dal voto: uno scandalo, un vero e proprio attentato alla Costituzione. Come studenti non arretreremo di un passo e continueremo a difendere la Costituzione e il diritto allo studio”.