UDU su Monti: su lavoro e università dalla retorica del merito al merito delle questioni / Su riforma del lavoro e università non parli a nome nostro

By 24 maggio 2012Sociale

 

Michele Orezzi, Coordinatore Nazionale dell’UdU Unione degli Universitari, commenta così le esternazione del Presidente del Consiglio Monti fatte al Forum Nazionale dei Giovani: “Purtroppo ci troviamo ancora una volta di fronte alla retorica del merito che non guarda il vero ‘merito’ delle questione. Non è accettabile affermare che la riforma del lavoro venga in fatta in nostro nome. E’ una riforma che finora non riduce il numero di contratti precari, che non fornisce ammortizzatori universali. Si cerca ancora di alimentare una contrapposizione tra giovani e anziani, tra giovani e ‘tutelati’ del mondo del lavoro che in realtà non esiste. Una riforma non deve cancellare i diritti dei lavoratori o dei pensionati, ma garantire nuovi diritti ai giovani che spesso sono aiutati proprio dalla pensione o dal reddito del lavoro dei famigliari. Occorrono interventi urgenti per diminuire la disoccupazione giovanile, la precarietà e garantire diritti e tutele effettive anche ai giovani lavoratori precari”.

Continua Orezzi “Monti ha parlato di promozione del merito, ma probabilmente non sa o fa finta di non sapere che proprio gli studenti idonei alla borsa di studio sono la parte più meritevole dell’università. Nonostante siano in condizioni economiche problematiche portano avanti il loro percorso di studi entro la durata dei termini previsti contro una media ben più alta per la generalità degli studenti. Se il Governo vuole veramente premiare il merito, cominci garantendo la copertura totale delle borse”.

Il Governo Monti ha quindi dichiarato la sua volontà di diminuire la tassazione universitaria per gli studenti più bravi, Orezzi commenta:”Questa previsione in realtà avviene già in molti atenei. Il punto fondamentale è il continuo aumento delle tasse universitarie, che sono oggi terze per importo in Europa, e che ha coperto in buona parte i tagli di questi anni. Vogliamo dirlo chiaramente: non è accettabile la logica secondo cui per premiare chi va bene si lascia indietro chi è più sfortunato economicamente”.