UdU Teramo, UdU L’Aquila e 360° Chieti-Pescara: la teoria Gender non esiste. Dalla Regione Abruzzo demagogia e arretratezza culturale.

By 22 gennaio 2016dai territori

23GEN - LOCANDINA ONLINEIeri in Consiglio Regionale è stata presentata una risoluzione, a prima firma del consigliere regionale di Forza Italia, Paolo Gatti, contro l’insegnamento della “teoria Gender” nelle scuole abruzzesi. La risoluzione, approvata a larga maggioranza in V Commissione regionale, vede tra i suoi firmatari anche esponenti del Partito Democratico, tra i quali spicca il nome di Sandro Mariani, capogruppo PD.

La risoluzione impegna il Presidente della Regione a sottoscrivere un apposito protocollo di intesa con l’Ufficio scolastico regionale per sancire questo divieto. Troviamo tutto ciò alquanto vergognoso e frutto di una becera, quanto inutile, propaganda politica. Già nel luglio 2015 il MIUR aveva chiarito, con una circolare, come non esistesse alcuna sedicente “teoria del Gender” tra i temi affrontati dalle scuole italiane, tanto che la stessa Ministro, On.Giannini, bollò come artefici di una vera e propria “truffa culturale” tutti coloro che alimentavano questo tema.

Al proponente consigliere Gatti e ai sottoscrittori sarebbe bastato guardare le linee guida del governo nazionale per rendersi conto della stupidità di quanto stavano firmando e votando. Ancora più incomprensibile è l’adesione alla delirante risoluzione avvenuta da parte del capogruppo regionale del PD, consigliere Mariani, che, evidentemente, è poco informato delle attività del proprio Governo e del proprio partito nazionale.

E’ poi motivo di grande preoccupazione il fatto che i consiglieri regionali, guidati peraltro dall’ex assessore regionale alle politiche formative, possano ritenere di poter intervenire sui percorsi educativi delineati dal MIUR, dalle Scuole e dagli insegnanti.

Vorremmo fosse chiaro che non esiste alcuna “teoria Gender” e che quanto scritto dai consiglieri regionali abruzzesi è quanto di più scellerato si possa esprimere, specie se si considera che è avvenuto a due giorni da una importante manifestazione nazionale a supporto delle unioni civili. Mentre il resto del Paese discute di fare passi in avanti sui diritti civili, l’emiciclo abruzzese dimostra tutta la sua arretratezza culturale e chiusura mentale, approvando una risoluzione che non solo non fa altro che alimentare omofobia e transfobia, ma addirittura nega l’esistenza di omosessuali, transessuali e famiglie diverse da quelle “tradizionali” che, secondo la Regione Abruzzo, “possono turbare la serenità dei bambini”.

 

Ribadiamo la nostra partecipazione, domani, in tre importanti piazze abruzzesi: a Pescara alle ore 16 a Piazza Salotto, a L’Aquila alle ore 15:00 alla Fontana Luminosa e a Chieti in Piazza Largo dei Martiri, in occasione della manifestazione nazionale #SvegliatiItalia. E’ tempo che l’Italia, e soprattutto l’Abruzzo, si svegli. E’ tempo di essere tutti uguali.

UDU Teramo,  UDU L’Aquila,  360° Chieti – Pescara