Vittoria degli studenti apertura su accesso universitario ma il sistema va cambiato nel complesso. Inaccettabile che il ministro Giannini ritenga il numero programmato “un risultato di civiltà”.

By 30 aprile 2014Università

Dopo tanto silenzio, nonostante le continue mobilitazioni studentesche, il Ministro Giannini ha finalmente cominciato ad affrontare il problema del test d’ingresso,
e lo ha fatto prima in occasione della presentazione dell’anno academico a Foggia nella giornata del 28 aprile,  e ieri durante la seduta del CUN, in cui ha dichiarato che seppure ha intenzione di rivedere le modalità di accesso universitario, ritiene il numero programmato “un risultato di civiltà”. Dalle dichiarazioni del Ministro è emersa poi la volontà di aprire ad un eventuale sistema d’accesso universitario simile a quello francese.

Gianluca Scuccimarra, coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari dichiara: “È una grande vittoria per noi studenti il fatto che finalmente il Ministro voglia valutare se abrogare il test d’ingresso, così come denunciato da noi dell’UDU e dalla Rete degli studenti Medi in tutti questi anni. Tuttavia non possiamo accettare l’idea che il numero programmato sia un risultato di civiltà, ma piuttosto è solo un modo con cui continuare a danneggiare migliaia di studenti costretti a intraprendere corsi di studi diversi. Servono delle risposte concrete e in tempi brevi per potere superare le attuali ingiustizie sociali che il sistema di accesso universitario ha provocato in tutti questi anni. Ora vogliamo delle risposte concrete da parte del Ministro: deve essere assolutamente convocato un tavolo tecnico con gli studenti per ideare insieme un nuovo sistema di accesso universitario”.

Alberto Irone Portavoce della Rete degli Studenti Medi conclude: “Il fatto che il Ministro riconosca l’iniquità di un sistema al collasso è sicuramente una nota positiva che speriamo sia la prima di tante altre. Trovare una soluzione per superare l’attuale sistema d’accesso è solo un tassello per rimettere al centro dell’agenda politica del nostro Paese scuola ed università.  Non bastano solo i proclami però, serve che l’intera classe politica si faccia carico della problematica e si schieri a favore di una rivisitazione del sistema universitario e scolastico.

Questo importante passo deve aprire la strada ad altri problemi emergenziali, non meno importanti, riguardanti il mondo dell’istruzione: dal diritto allo studio, alla didattica, all’orientamento e soprattutto ai finanziamenti. È ora di cambiare marcia e di dire basta al commissariamento dell’istruzione da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

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