Bce: l’euro digitale sarà come il contante, niente guerra ai giganti americani

Bce: l'euro digitale sarà come il contante, niente guerra ai giganti americani

Bce: l'euro digitale sarà come il contante, niente guerra ai giganti americani

Matteo Rigamonti

Novembre 11, 2025

Francoforte, 11 novembre 2025 – L’euro digitale sarà una nuova forma di contante elettronico. A spiegarlo oggi è stato Alessandro Giovannini, advisor del direttorato Euro digitale della Banca Centrale Europea, rispondendo alle domande dei giornalisti nella sede della BCE. L’annuncio arriva mentre la moneta digitale europea sta diventando una realtà sempre più concreta. La BCE è al lavoro su un progetto che potrebbe rivoluzionare il modo in cui cittadini e imprese pagano nell’area euro.

Euro digitale: cosa cambia per i cittadini

Giovannini ha detto che l’euro digitale sarà “come le banconote”, con lo stesso valore legale e potrà essere usato in tutti i Paesi dell’area euro. “Sarà una forma digitale di contante”, ha spiegato, sottolineando che l’obiettivo è offrire a tutti i cittadini europei uno strumento di pagamento semplice, sicuro e accettato ovunque. In pratica, si potrà pagare con euro digitali nei negozi, online o tra privati, senza passare per intermediari o piattaforme private.

Da mesi la BCE lavora per trovare una soluzione che mantenga la sovranità monetaria europea anche nell’era digitale. Oggi, ha detto Giovannini, il 64% delle transazioni digitali nell’area euro passa attraverso operatori non europei, soprattutto i colossi statunitensi Visa e Mastercard. “Non vogliamo distruggerli o prenderci tutto il mercato”, ha chiarito l’advisor della BCE. “Vogliamo solo offrire una scelta in più”.

Operatori privati e il mercato: quale futuro?

La presenza dominante di operatori extraeuropei nei pagamenti digitali è un tema che da tempo interessa le istituzioni europee. La Commissione e la BCE hanno più volte sottolineato la necessità di rafforzare l’autonomia dell’Europa anche in questo settore. Ma Giovannini ha voluto rassicurare: “Non è una battaglia contro i grandi player internazionali. L’euro digitale non nasce per sostituire Visa o Mastercard, ma per affiancarsi a loro”.

Fonti vicine alla BCE confermano che il progetto punta a offrire un’alternativa pubblica, garantita dallo Stato, senza escludere la collaborazione con banche e operatori privati. “Il sistema sarà aperto”, ha detto ancora Giovannini, “e permetterà a tutti di integrarsi”. L’idea è evitare squilibri sul mercato e stimolare l’innovazione.

Sicurezza, privacy e tempi: cosa aspettarsi

Uno dei temi più caldi è la sicurezza e la privacy dei pagamenti digitali. La BCE assicura che l’euro digitale avrà gli stessi standard di riservatezza delle banconote tradizionali. “I dati delle transazioni saranno protetti”, ha ribadito Giovannini, “e nessuno potrà tracciare i movimenti dei cittadini senza autorizzazione”. Un aspetto fondamentale, soprattutto dopo le polemiche degli ultimi anni sulla gestione dei dati da parte delle grandi piattaforme tech.

Sui tempi, la BCE non ha ancora fissato una data precisa per il lancio dell’euro digitale. Il progetto è in una fase avanzata di studio e test. Secondo le ultime stime, una decisione definitiva potrebbe arrivare entro il 2026. Nel frattempo, continueranno i test tecnici e le consultazioni con governi, banche e associazioni dei consumatori.

Il futuro dei pagamenti in Europa

L’arrivo dell’euro digitale potrebbe cambiare il volto dei pagamenti in Europa. Da un lato, darebbe ai cittadini uno strumento pubblico alternativo a carte e app private; dall’altro, rafforzerebbe la posizione dell’Europa nel mondo finanziario. “Vogliamo che ogni cittadino europeo possa scegliere come pagare”, ha concluso Giovannini. Una scelta che, nelle intenzioni della BCE, non esclude nessuno ma punta a garantire pluralità e sicurezza.

Il dibattito è ancora aperto. Nei prossimi mesi si deciderà molto, con confronti tra istituzioni, imprese e società civile per mettere a punto regole, limiti e opportunità di questa nuova moneta digitale. Sullo sfondo resta la sfida della sovranità tecnologica europea e la tutela dei diritti dei consumatori in un mercato sempre più globale.