Cinema e cultura: il confronto tra Giuli e Borgonzoni al Mic

Cinema e cultura: il confronto tra Giuli e Borgonzoni al Mic

Cinema e cultura: il confronto tra Giuli e Borgonzoni al Mic

Giada Liguori

Novembre 11, 2025

Roma, 11 novembre 2025 – Questa mattina al Ministero della Cultura, il ministro Alessandro Giuli ha convocato una riunione importante con la sottosegretaria Lucia Borgonzoni, il direttore generale Cinema e audiovisivo Giorgio Brugnoni e i rappresentanti delle principali associazioni del settore. L’incontro, iniziato poco dopo le 10 negli uffici di via del Collegio Romano, ha messo al centro il tema caldo del momento: il taglio al Fondo per il cinema e un controllo preciso sulla situazione del tax credit.

Taglio al Fondo per il cinema, cresce la preoccupazione

Il nodo del taglio al Fondo – che secondo fonti del ministero sarebbe di circa 80 milioni di euro rispetto all’anno scorso – ha scatenato un acceso confronto tra istituzioni e operatori. Le associazioni come Anica, 100autori e Agis hanno espresso forte preoccupazione per le conseguenze sull’intera filiera, dalla produzione alla distribuzione. “Un taglio così pesante rischia di mettere in crisi soprattutto le realtà più piccole”, ha detto un produttore presente, che ha preferito restare anonimo.

Il ministro Giuli, secondo quanto raccontano fonti interne, ha spiegato le ragioni della scelta, legate alle necessità di bilancio e ai limiti imposti dalla legge di stabilità. “Stiamo cercando di mantenere il settore sostenibile, ma serve uno sforzo di tutti”, avrebbe detto durante la riunione. La sottosegretaria Borgonzoni ha ribadito l’impegno a “cercare soluzioni condivise che non penalizzino la creatività italiana”.

Tax credit nel mirino: le richieste di chiarezza

Un altro punto caldo è stato il tax credit per cinema e audiovisivo. Gli operatori hanno chiesto chiarimenti sui tempi dei rimborsi e sulle modalità per accedere agli incentivi. “I ritardi stanno mettendo in difficoltà molte produzioni”, ha spiegato un rappresentante di una società indipendente.

Il direttore generale Brugnoni ha fornito qualche numero: nel 2024 sono arrivate oltre 1.200 domande per il tax credit, con un aumento del 15% rispetto all’anno precedente. Però, solo il 60% delle richieste sarebbe stato evaso entro i tempi previsti. “Stiamo rafforzando gli uffici per velocizzare le pratiche”, ha assicurato Brugnoni, sottolineando la volontà di “tagliare i tempi di attesa e garantire più trasparenza”.

Reazioni dalle associazioni: tensione ma voglia di confronto

L’atmosfera in sala è stata tesa, soprattutto dopo l’annuncio dei tagli. Alcuni rappresentanti hanno chiesto un tavolo permanente di confronto con il governo. “Non possiamo permetterci di perdere terreno proprio ora che il cinema italiano torna a farsi notare anche all’estero”, ha detto il presidente di Anica, Francesco Rutelli, raggiunto al telefono poco prima dell’inizio della riunione.

Altri hanno sottolineato l’importanza di proteggere i giovani autori e le produzioni indipendenti, spesso le più vulnerabili ai tagli pubblici. “Senza un supporto adeguato rischiamo di vedere meno storie nuove sullo schermo”, ha osservato una regista presente.

Prossimi passi: alla ricerca di un nuovo equilibrio

La riunione, che prosegue nel primo pomeriggio, dovrebbe chiudersi con la stesura di un documento condiviso che raccolga le richieste delle associazioni e le proposte del Ministero. Da quanto si apprende, si sta valutando se ridurre i tagli o introdurre misure compensative per le realtà più fragili.

Il ministro Giuli ha promesso un aggiornamento entro fine mese: “Vogliamo ascoltare tutti e trovare una soluzione che metta insieme bilancio e tutela della nostra industria culturale”. Le associazioni aspettano ora risposte concrete, mentre il settore resta in allerta. Intanto resta chiaro che il futuro del cinema italiano passa anche da queste scelte – spesso silenziose, ma decisive – prese nei corridoi del Collegio Romano.