Palermo, 11 novembre 2025 – I carabinieri del Ros hanno messo sotto sequestro circa 80mila euro in contanti all’ex presidente della Regione, Salvatore Cuffaro. L’ex governatore è indagato insieme ad altre 17 persone, tra cui l’ex ministro Saverio Romano, nell’inchiesta che riguarda associazione a delinquere, turbata libertà degli incanti e corruzione. Il denaro è stato trovato durante le perquisizioni disposte dalla Procura di Palermo: una parte era nascosta in alcune casseforti nella casa di Cuffaro a Palermo, il resto nella sua tenuta di San Michele di Ganzaria, nel Catanese.
Blitz all’alba: i carabinieri trovano il denaro nascosto
Lunedì mattina, poco dopo le 7.30, i militari hanno bussato alla porta della villa in via Libertà, Palermo. Hanno controllato ogni angolo, aprendo armadi e cassetti fino a scovare le casseforti con parte dei contanti. Il resto del denaro è saltato fuori nella proprietà agricola di San Michele di Ganzaria, tra documenti e oggetti personali. “Abbiamo agito su ordine della Procura,” ha detto un ufficiale del Ros presente all’operazione. Gli investigatori sospettano che quei soldi siano legati alle attività illecite al centro dell’inchiesta.
Gara d’appalto truccata all’Asp di Siracusa
Al centro dell’indagine c’è la gara per i servizi di ausiliariato e reception dell’Asp di Siracusa. Secondo la Procura, l’appalto sarebbe stato assegnato in modo irregolare alla Dussmann Service srl, mentre il vero vincitore avrebbe dovuto essere la ditta Pfe. Gli inquirenti ipotizzano un accordo illecito per favorire la Dussmann e la Euroservice srl, quest’ultima appoggiata – stando all’accusa – proprio dall’ex ministro Romano. La Euroservice avrebbe così ottenuto un subappalto grazie a questa rete di favori e pressioni.
Gli interrogatori davanti al gip Salustro
Oggi sono iniziati gli interrogatori davanti al gip di Palermo, Carmen Salustro. Tra i primi a presentarsi, Vito Fazzino, commissario della gara. Fazzino ha ammesso di aver firmato un falso, ma sostiene di essere stato indotto in errore. Per questo la Procura ha ritirato la richiesta di arresto nei suoi confronti. “Non ho agito con dolo,” ha detto durante l’audizione.
Anche Giuseppa Di Mauro, presidente della commissione di gara, avrebbe confermato le pressioni subite dall’allora direttore generale dell’Asp, Alessandro Maria Caltagirone. Secondo Di Mauro, il rinvio dell’aggiudicazione sarebbe stato deciso proprio su richiesta di Caltagirone, che – secondo l’accusa – era stato nominato su indicazione di Romano. Inoltre, sarebbero stati modificati i punteggi delle ditte in gara per favorire la Dussmann.
Le difese e le prossime audizioni
Ferdinando Aiello, consulente che avrebbe fatto da tramite tra l’azienda e l’impresa, ha negato ogni coinvolgimento: “Non ho mai partecipato alle decisioni della commissione,” ha detto ai suoi avvocati. L’interrogatorio di Paolo Emilio Russo, altro membro della commissione, è stato rinviato per problemi tecnici. Nel pomeriggio saranno ascoltati anche Marco Dammone e Mauro Marchese, rispettivamente addetto commerciale e legale rappresentante della Dussmann Service.
Il giudice deciderà presto sulle richieste di arresto
Per tutti gli indagati, tranne Fazzino, resta valida la richiesta di arresto della Procura. Il gip si pronuncerà nei prossimi giorni. Intanto, i difensori stanno preparando le controdeduzioni per chiedere la revoca delle misure cautelari.
L’inchiesta, che coinvolge volti noti della politica e dell’imprenditoria siciliana, tiene alta l’attenzione degli ambienti giudiziari palermitani. “Siamo sereni e fiduciosi,” ha commentato uno degli avvocati di Cuffaro all’uscita dal tribunale. Ma il clima resta teso: nelle prossime ore potrebbero arrivare nuovi dettagli dalle audizioni ancora in corso.
