Il Senato Usa dice basta al shutdown: approvata la misura decisiva

Il Senato Usa dice basta al shutdown: approvata la misura decisiva

Il Senato Usa dice basta al shutdown: approvata la misura decisiva

Matteo Rigamonti

Novembre 11, 2025

Washington, 11 novembre 2025 – Il Senato degli Stati Uniti ha detto sì, nella notte, a un provvedimento decisivo per mettere fine allo shutdown federale che da giorni blocca il governo. Con 60 voti favorevoli e 40 contrari, la proposta ha superato l’ultimo ostacolo al Senato, aprendo la strada a una possibile riapertura degli uffici pubblici già nelle prossime ore. Ora tocca alla Camera dei Rappresentanti, dove lo speaker Mike Johnson punta a mettere il testo al voto già mercoledì.

Senato in tensione, ma la maggioranza regge

La seduta è stata carica di tensione. I senatori dovevano decidere su una proposta pensata per far ripartire le attività e garantire gli stipendi ai dipendenti pubblici. Il leader della maggioranza, Chuck Schumer, ha definito il voto “un passo indispensabile per evitare danni più gravi al Paese”. Tra i repubblicani però non sono mancati malumori. Il senatore Ted Cruz ha bollato l’accordo come “un compromesso al ribasso”. Alla fine, però, la soglia dei 60 voti è stata raggiunta grazie al sostegno di alcuni moderati.

Shutdown, i danni già si vedono

Lo shutdown è iniziato la scorsa settimana, per il mancato accordo sul bilancio. I suoi effetti si sono fatti sentire subito: uffici federali chiusi, servizi sospesi, ritardi nei pagamenti e migliaia di dipendenti a casa senza stipendio. Nel Congresso, la tensione era palpabile fin dalle prime ore. “Non possiamo lasciare il Paese in questo stato”, ha detto la senatrice democratica Amy Klobuchar ai giornalisti, sottolineando le difficoltà di molte famiglie. Secondo il Congressional Budget Office, ogni settimana di blocco costa all’economia americana circa 1,4 miliardi di dollari.

Camera dei Rappresentanti, il voto è vicino ma non scontato

Con il via libera del Senato, ora tutta l’attenzione è sulla Camera dei Rappresentanti. Lo speaker Mike Johnson, repubblicano della Louisiana, ha detto in conferenza stampa: “Stiamo lavorando per un voto rapido, forse già mercoledì. L’obiettivo è riaprire il governo il prima possibile”. Ma ci sono ancora dubbi. Alcuni conservatori hanno già fatto sapere di non gradire alcuni punti, soprattutto quelli legati ai fondi per la sicurezza delle frontiere e ai programmi sociali.

Casa Bianca: cauto ottimismo

Dalla Casa Bianca arriva un commento prudente ma positivo. Il portavoce del presidente Joe Biden ha spiegato che il presidente “segue da vicino la situazione” e spera in una rapida approvazione anche alla Camera. “Il Paese non può permettersi altri ritardi”, ha aggiunto durante il briefing delle 14.30 ora locale. Nel frattempo, diversi governatori, tra cui Gavin Newsom della California, hanno invitato il Congresso a “agire con responsabilità” per evitare nuovi problemi ai servizi essenziali.

Cittadini e mercati, la preoccupazione resta alta

Fuori dal Campidoglio la preoccupazione non cala. A Washington D.C., molti cittadini hanno raccontato di sentirsi “ostaggi delle lotte politiche”. Alcuni negozianti di Capitol Hill hanno segnalato un calo negli affari negli ultimi giorni. “Quando il governo si ferma, qui si sente subito”, ha detto John Miller, proprietario di un piccolo caffè su Pennsylvania Avenue. Anche i mercati hanno reagito con prudenza: l’indice S&P 500 ha aperto in leggero calo, mentre gli analisti aspettano segnali chiari dalla Camera prima di prendere posizione.

Verso una possibile fine, ma resta l’incertezza

Se la Camera approverà il testo senza modifiche importanti, il presidente Biden potrebbe firmare la legge già entro la settimana. Solo allora gli uffici federali torneranno a funzionare a pieno regime e i dipendenti riceveranno gli arretrati. Ma, come ricordano molti osservatori, le divisioni dentro i partiti sono profonde. Non si escludono nuovi scontri nelle prossime settimane, soprattutto sulla legge di bilancio definitiva. Per ora, però, sembra fatto il primo passo verso la normalità.